Poggiomarino libera dal “manifesto selvaggio”, o quasi. Le forme per provare a farsi pubblicità politica in vista delle elezioni stanno infatti alimentando la fantasia dei candidati, soprattutto di quelli al consiglio comunale. Insomma, il “patto” tra i cinque aspiranti sindaci – proposto dal segretario cittadino del Pd, Michele Cangianiello e controllato dalla pagina Facebook “Poggiomarino Siamo Noi” – non è stato gradito proprio a tutti, particolarmente a chi aveva previsto di inondare la città di plance e slogan come del resto è sempre avvenuto in barba alla legge. In gallery pubblichiamo alcune foto-segnalazioni raccolte dalla pagina social.

La firma apposta da ognuno dei candidati alla fascia tricolore ha rotto i piani di molti, ma le idee in alcuni casi sono state “brillanti”. C’è chi ha provato ad aggirare il divieto in maniera ingegnosa, come ad esempio Luigi Belcuore, candidato nelle liste di Maurizio Falanga. Il suo cognome ha campeggiato su un 6×3 in cui in tutti i formati era riportata la scritta appunto “Belcuore”. Difficile, in realtà, capire che si trattasse di un candidato se non agli occhi di chi già era a conoscenza della corsa politica.

È andato oltre Antonio De Rosa, di Giovani per Poggiomarino sempre con Falanga. Usando un 6×3 ha infatti pubblicato la sua foto ed il simbolo della lista senza però scrivere nulla: né il nome della stessa lista e né tantomeno dicitura come “vita” o “elezioni”. Ma è il manifesto che più di tutti dà l’idea del messaggio da fare passare. Tra le idee più brillanti restano però anche i “furbetti”. Al momento la classifica stilata da “Poggiomarino Siamo Noi” annovera proprio il gruppo di Falanga tra quello che ha commesso più infrazioni, seguito poi dai candidati del sindaco uscente Leo Annunziata.

Ed in questo caso il vero “bomber” è Antonio Massa, residente a Fornillo e candidato con Sinistra Italiana. La sua foto compare ovunque: davanti alle porte dei comitati elettorali e sulle auto, così come in spazi non destinati alla sua coalizione ed in strada: insomma, un vero supercampione. Il maggior numero di infrazioni commesse dai sostenitori di Falanga è invece quello delle auto elettorali, che possono però circolare e non parcheggiare, ed ecco che prendere un caffè diventa un modo per “essere segnalati”.

Inoltre c’è un mezzo di una ditta ingaggiata dal Comune per del lavori che fa, abusivamente, pubblicità ad un esponente di centrodestra. E per non violare il protocollo, ogni abitazione è diventata un comitato elettorale a cui potere appendere uno striscione. Due sole infrazioni, si tratta di manifesti subito rimossi, per Marcello Nappo ed i suoi; zero invece per quanto riguarda il MoVimento 5 Stelle e Flocco per Poggiomarino.

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