“Salviamo l’ospedale di Boscotrecase”, già oltre 500 le firme raccolte dal senatore Langella


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Più di cinquecento le firme raccolte a Trecase, per dire no alla chiusura del reparto di Maternità nel vicino ospedale civile di Boscotrecase. La petizione, organizzata e promossa dal Movimento Popolare Campano, il partito del senatore Pietro Langella (Alleanza liberalpopolare-Autonomie), è iniziata domenica mattina e proseguirà per tutta la settimana, grazie agli stand allestiti nella centralissima piazza San Gennaro e sul prolungamento di via Vesuvio.



Nello stand, al fianco dei volontari, il consigliere comunale dell’MpC Trecase Salvatore Napodano e il responsabile enti locali del partito Nicola Napodano. «Il nostro Movimento – ha spiegato Salvatore Napodano – è il primo ad essere sceso ufficialmente in campo al fianco dei comitati civici per evitare la chiusura dei reparti del nosocomio boschese. La nostra battaglia per la salvaguardia del Sant’Anna è solo agli inizi».

«Occorre l’aiuto di tutti per far sì che un plesso che eroga servizi di pubblica utilità come l’ospedale Sant’Anna e Maria Santissima della Neve, sia salvaguardato, non ridimensionato» gli ha fatto eco il senatore Langella lanciando un ennesimo appello «a tutte le forze politiche, istituzionali e sociali dell’area vesuviana per il pieno e totale riscatto dell’ospedale, a partire dai parcheggi che non ci sono, dalla pulizia delle aree esterne (sempre più abbandonate), dalla mancanza di punti ristoro (non c’è un bar all’interno del nosocomio) fino al ripotenziamento completo di servizi come Oculistica (un tempo fiore all’occhiello del plesso, ma oggi trasferito a Torre del Greco), Emodialisi (che pure si vorrebbe ridimensionare), Maternità e Pediatria che si vorrebbe spostare a Castellammare)».

«Non è possibile – ha aggiunto Langella – che un ospedale che serve mezzo milione di abitanti, non sia dotato di un servizio di Pronto Soccorso degno di tale nome e che per una Tac occorra trasferirsi a Torre del Greco».

Il senatore iscritto al gruppo Ala di Palazzo Madama, ha ricordato di essere stato «l’unico parlamentare ad aver interrogato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin sulle problematiche che assillano il nosocomio boschese e di non aver certo intenzione di arretrare su questo fronte». Ritengo, tuttavia, ci ha tenuto ancora a precisare che più che puntare il dito contro il Servizio Sanitario Nazionale occorra spostare l’attenzione sulla gestione locale della sanità. I nostri commissari hanno adottato, infatti, provvedimenti ingiusti. E ancora peggio sta facendo il direttore sanitario, la cui gestione si sta rivelando sempre più fallimentare».

«Nel piano ospedaliero – ha concluso Langella – Boscotrecase è considerato ospedale di primo livello. Bene, allora ripristiniamone tali caratteristiche. E facciamo sì che torni realmente ad essere un plesso di primo livello, aprendo, finalmente, la nuova ala, dotando il Sat’Anna di un reparto di lunga degenza o di un centro riposo per anziani. Potenziando e rilanciando i servizi di cui è dotato, invece di affossarli e trasferirli altrove».

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