«Pc, telefonini e tablet saranno restituiti a Giosuè Ruotolo. O meglio, entreranno in possesso della sua difesa, che potrà finalmente ottenere le copie forensi di tutti i supporti informatici e scoprire che carte in mano ha la Procura anche su questo fronte», a scriverlo è il Messaggero Veneto.

«Il gip Alberto Rossi ha accolto l’istanza di dissequestro dei 19 supporti informatici presentata dalla difesa dell’indagato per il duplice omicidio di via Interna. L’Audi A3 grigia, invece, rimarrà sotto chiave, perché è ritenuta pertinente al reato. L’avvocato Roberto Rigoni Stern, difensore di Ruotolo, non nasconde che si tratta di un passo avanti molto importante nelle indagini difensive. Ora il consulente informatico Giuseppe Dezzani potrà analizzare autonomamente pc, tablet e telefonini».

E ancora: «In particolare saranno passate al setaccio le cosiddette cancellazioni sospette. Anche se da alcune annotazioni dei carabinieri, contenute nei sedici faldoni dell’inchiesta sul duplice omicidio di via Interna, emergerebbe che molte cancellazioni sui dispositivi di Ruotolo sarebbero state effettuate in modo automatico, a seguito di aggiornamenti del software. Non ci sarebbe stata dunque – è la tesi della difesa – alcuna volontà di occultare informazioni ritenute compromettenti».

L’ordinanza del gip Rossi è arrivata via fax nel carcere di Belluno proprio mentre l’avvocato Rigoni Stern era in visita al suo assistito. Insieme hanno studiato e letto alcuni atti di indagine ritenuti molto interessanti. Ruotolo ancora una volta è apparso fiducioso e sereno di poter essere scagionato da ogni accusa.

giosuè ruotolo