Un putiferio, con un gruppo di cittadini – ed una donna in particolare – che si sono rivoltati contro il Comune e la parrocchia, lanciandone di tutti i colori nei confronti di “santi e fanti”, con tanto di decine di “like” da chi nemmeno sapeva di cosa si stesse parlando ma per il solo gusto di criticare tutto lo scibile umano. Alla fine, il mega-polverone sollevato su Facebook, è apparso proprio così.

I fatti dicono che un uomo di 67 anni, residente nella frazione di Flocco, è deceduto nei giorni scorsi. Si trattava di una persona sola, senza famiglia, e completamente nullatenente, al punto che non si sapeva neppure in che modo dargli una degna sepoltura. Sindaco e parroco sono intervenuti, ma non abbastanza – secondo alcune persone – e sono stati accusati di avere lasciato la salma al proprio destino.

E via giù con accuse durissime, pesantissime fino a dire che l’Amministrazione «non ha considerato un uomo soltanto perché povero» e che la parrocchia «non ha celebrato i funerali perché non c’era nessuno che potesse pagare l’offerta». Insomma, una cosa da “rivoluzione”. E mentre tanti poggiomarinesi hanno rincarato la dose, sono stati in pochi quelli che invece non hanno creduto fino in fondo alle parole lanciate attraverso i social network. In sostanza, già quando è nata la polemica, il povero 67enne si trovava al cimitero, in una bara, ed aveva ricevuto la benedizione.

«I cittadini mi hanno esposto il problema subito dopo l’evento luttuoso – spiega il sindaco, Leo Annunziata – ed a quel punto ci siamo attivati per fornire una bara, un’automobile per il trasporto del corpo senza vita e naturalmente una fossa per la sepoltura, dunque non vedo quale sia il problema visto che abbiamo agito così come è giusto fare e svolgendo con i mezzi a nostra disposizione un servizio che possa permettere al nostro concittadino di riposare in pace».

E sotto accusa è finito anche don Ugo Marino, assistente parroco di Sant’Antonio che si era recato nella frazione di Flocco per l’assenza di don Antonio Guarino, sacerdote della parrocchia del Santissimo Rosario, quella di appartenenza del trapassato: «Resto allibito nel sentir dire che la messa non è stata celebrata perché non c’erano soldi, si tratta di una calunnia bella e buona. La funzione religiosa non è stata officiata semplicemente perché nessuno l’ha richiesta. Quella mattina venni chiamato da una volontaria della Protezione Civile che mi chiese di benedire una salma in luogo don Antonio che si trovava fuori Poggiomarino, e così ho fatto».

Tuttavia, nonostante le spiegazioni, c’è chi continua a chiedere perché per l’estinto non si sia provveduto a stampare dei manifesti di lutto e perché non ci sia stato un corteo funebre tra le strade della città.

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