Nei tanti giorni di agonia della povera Ilaria Montilli, la 25enne residente a Sant’Anastasia uccisa dalla meningite, c’erano state tantissime catene di preghiere partite sia dalla città anastasiana che da Napoli, di cui la giovane mamma era originaria. E distrutto dal dolore è il papà Gennaro, che ha parlato a Il Mattino online.

«La malattia è stata diagnosticata tardi – spiega – è stato perso tempo prezioso. Nel primo caso in cui eravamo andati in ospedale, Ilaria era stata addirittura dimessa». Un calvario, quello della ragazza, passato per i nosocomi Villa Betania, Loreto Mare fino al Cotugno dove è spirata al termine di una lunga battaglia per la vita. La 25enna lascia una bimba di appena un anno e mezzo.

Tanti, in questa fase, i ricordi degli amici sia su Facebook che nella casa di famiglia a Napoli, dove un po’ tutti si stanno radunando in queste ore. Al momento non ci sono denunce, ma i genitori ed il marito continuano ad avere il ragionevole dubbio: se la meningite fosse stata diagnosticata subito, Ilaria poteva salvarsi?

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