La chiamata è arrivata intorno alle 2 dell’altra notte al 118: «Sto male aiutatemi, mi sento collassare. Sono incinta, non voglio perdere mio figlio». L’ambulanza del Saut di Poggiomarino è arrivata in via San Francesco nel giro di pochi minuti. A stare male era donna bulgara, di nemmeno trent’anni, incinta di più o meno sette mesi. Il medico ed il personale volontario di turno l’hanno immediatamente caricata su una barella, mentre la paziente era in stato di semicoscienza.

Insomma, non c’era tempo per compiere altre valutazioni, la ragazza andava portata in ospedale. Ma è stato quando l’ambulanza è ripartita a sirene spiegate che l’infermiere si è reso conto di cosa stesse accadendo. La donna aveva appena rotto le acque e la testa della bimba che portava in grembo era già fuoriuscita. A quel punto il medico non ha potuto fare altro che intervenire, con enorme freddezza. Sul mezzo di soccorso c’era l’esperto professionista Vincenzo Peluso, che ha tranquillizzato la paziente, portando a compimento tutte le manovre necessarie affinché la neonata venisse alla luce.

Quando l’ambulanza è arrivata al pronto soccorso dell’ospedale di Boscotrecase, nel giro di 5 minuti dalla partenza, la bambina era già nata e le era stato persino tagliato il cordone ombelicale. Insomma, grazie all’intervento del Saut di Poggiomarino la piccola era già pronta a ricevere le cure del caso per la nascita in forte anticipo rispetto ai programmi.

La stessa mamma, infatti, non si era neppure accorta che stesse per partorire ed aveva avvisato l’ambulanza soltanto perché si sentiva male. Sono stati dunque i volontari poggiomarinesi, poi, ad avvertire il personale dell’ospedale Sant’Anna e Madonna della Neve anticipando che stava per arrivare una neonata che aveva deciso di venire alla luce con oltre due mesi di anticipo. La piccola, infatti, è giunta al presidio di Boscotrecase con difficoltà respiratorie ed in lieve stato di ipotermia.

Gli ostetrici e ginecologi sono immediatamente intervenuti riuscendo subito a mettere in sicurezza la piccola ed anche la giovane mamma, grazie anche alla tempestiva azione dell’equipe medica di Poggiomarino. C’è un particolare nella vicenda che non va però sottovalutato: il 20 aprile chiuderà il reparto di maternità dell’ospedale boschese, tra tre settimane situazioni del genere potrebbero essere molto pericolose sia per le neomamme che per i piccoli appena nati.

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