Capo chino e sguardo rivolto ai piedi, circondato dalle guardie penitenziarie e dai carabinieri, a fargli da barriera contro i flash dei fotografi, Giosuè Ruotolo ha percorso i pochi metri di corridoio dall’ascensore alla stanza 271, al secondo piano del tribunale di Trieste dove ora è in corso l’udienza del riesame sull’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del militare di Somma Vesuviana.

A darsi battaglia, in aula, dinanzi al tribunale collegiale presieduto da Filippo Gullotta, gli avvocati Roberto Rigoni Stern e Giuseppe Esposito (che difendono Ruotolo, in carcere con l’accusa di duplice omicidio volontario) e Costantino Catapano (legale di Maria Rosaria Patrone, indagata per favoreggiamento e ora ai domiciliari a somma vesuviana) e i sostituti procuratori Pier Umberto Vallerin e Matteo Campagnaro. Rosaria, fidanzata di Giosuè non è, invece, presente.

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