Razzia compiuta nel corso degli ultimi sei mesi all’interno delle stazioni di sollevamento, che secondo i progetti dovranno servire Poggiomarino per liberarla dagli allagamenti. Le opere, infatti, sono praticamente tornate al punto di partenza a causa dei ladri di “oro rosso”, del rame, che hanno letteralmente svuotato i dispositivi costruiti per ridurre la portata delle acque piovane nella città vesuviana.

In sostanza sono state “rovinate”, ridotte ai mini termini, delle opere costate qualcosa come 250mila euro. La quantità di rame asportata è infatti enorme: si parla di decine di chili e consisterebbe economicamente in materiale da quasi ventimila euro di metalli da rivendere sul mercato nero.

Insomma, un vero e proprio business, un “pozzo senza fondo” per quanti vanno in giro proprio cercando “l’oro rosso” da rubare e che spesso mandano in tilt impianti elettrici, telefonici, ripetitori e persino collegamenti ferroviari. Ed in questo caso, che riguarda Poggiomarino particolarmente per il problema allagamenti, i furfanti hanno avuto gioco facile. Le due stazioni di sollevamento, infatti, non sono ubicate direttamente sul territorio cittadino ma nelle confinanti città di San Valentino Torio e San Marzano sul Sarno, precisamente in via Vetice ed in una traversa della stessa via Nuova San Marzano.

Insomma, quando saranno completate le fogne dell’area agrovesuviana, i dispositivi non potranno entrare in funzione perché andranno rielettrificati, resi nuovamente funzionanti con tanto di esborso di denaro pubblico. «Nel corso dei mesi questi impianti sono stati fortemente saccheggiati – spiegano i comitati impegnati nella lotta contro il dissesto idrogeologico del territorio – le stazioni andranno rifatte, e questo è uno dei problemi che può sorgere quando Arcadis decide prima di realizzare le opere di “rifinitura, e cioè gli impianti di sollevamento, e poi le fogne che invece dovrebbero essere i lavori primari.

C’è inoltre un altro particolare importante e che riguarda la tenuta delle stesse stazioni. Abbiamo un territorio dell’agrovesuviano disseminato di questi sistemi, che tuttavia continuano ad avere malfunzionamenti e ad andare in tilt non appena c’è un black out elettrico. Quando accade, come spesso avviene a Striano, l’area circostante viene invasa da acqua anche nelle giornate estivi di solleone». Insomma, con i ladri di rame e con le difficoltà burocratiche della vicenda, pare davvero essere lontana la soluzione ai problemi fognari ed agli allagamenti di Poggiomarino.

stazione sollevamento