Prete pedofilo a Pollena, racconto choc della vittima sul parroco degli abusi che vive a San Giuseppe


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Da anni ha denunciato di essere stato vittima di abusi da parte di un prete, un suo professore alle medie in una scuola di Ponticelli. Oggi, a quasi 30 anni di distanza, Diego Esposito di Pollena Trocchia fa ancora fatica a raccontare quei drammatici momenti che hanno segnato per sempre la sua vita e continua a chiedere giustizia.



Dal 2010, da quando ha denunciato il caso, la Curia di Napoli ha continuato a spostare il prete in altre parrocchie dei dintorni e in altre scuole, ma non si è mai arrivati a una svolta. Oggi il sacerdote si trova in una struttura di San Giuseppe Vesuviano, praticamente pensionato mentre sino a poco fa ha insegnato a Cicciano.

Secondo Diego ci sono molte altre vittime come lui. «Tutto è iniziato nel 1988 – racconta – a circa 13 anni frequentavo la scuola media a Ponticelli, il mio professore di religione era don Silverio Mura. Dall’inizio già si vedeva un’attenzione particolare verso di me, ma per me era tutto normale, perché vengo da una famiglia molto cattolica, vicina alla Chiesa. Alla fine dell’anno, a giugno, mi invitò a casa sua e non ci vedevo nulla di strano, per me un prete era, non dico un padre, però una figura importantissima, e mi ricordo quel giorno come se fosse oggi, anche se sono passati tantissimi anni, non me lo potrò mai scordare. Io stavo seduto in poltrona e lui sul letto».

«Mi chiese di andare vicino a lui e io ci andai – continua – poi lui iniziò ad accarezzarmi le braccia, le gambe e io rimasi scioccato da subito. Non sono riuscito a ribellarmi, mi diede un bacio a bruciapelo con la lingua che io non mi potrò mai scordare, una violenza che non riesco a descrivere. E non ho fatto niente perché non mi sono riuscito a liberare. Lui capì che con questo gesto mi aveva fatto del male e mi disse che lo aveva fatto perché mi voleva bene», aggiunge.

Diego racconta che il prete «trovò le parole per giustificare questo bacio, poi dopo alcuni giorni iniziò con i veri rapporti, e io non sono mai riuscito a tirarmi indietro. Io lo vedevo come un uomo di chiesa, mi dava sempre delle giustificazioni per ogni cosa che faceva. Riusciva a comandare il mio cervello, mi ha manipolato, tuttora se lo rincontrassi, sono convinto che ne avrei paura, ha un potere su di me, è un uomo pericoloso e ci sono tantissime vittime pronte a denunciarlo».

prete

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