Avrebbe anche un nome ed un cognome, ma per lo Stato non esiste. Almeno fino ad ieri, quando è stato arrestato per spaccio di droga dai carabinieri della stazione di Poggiomarino agli ordini del maresciallo, Andrea Manzo. Ed è stato proprio il comandante a tirare fuori la storia di un invisibile, che ha dichiarato di chiamarsi Alessandro Giovanni Amoruso, ma che non aveva addosso alcun documento, né tantomeno esiste in alcun ufficio anagrafe.

Ma veniamo ai fatti: il 22enne residente a Torre del Greco è stato “beccato” dai militari dell’Arma mentre cedeva una dose di hashish ad un 15enne di Poggiomarino, a sua volta poi segnalato alla prefettura quale assuntore di sostanze stupefacenti. Amoruso, addosso, aveva altri 3,4 grammi di “fumo” che secondo le forze dell’ordine dovevano essere venduti ad un pregiudicato che aveva precedentemente contattato.

Poi, in caserma, è venuta fuori la storia del giovane residente a Torre del Greco. In sostanza, il ragazzo è figlio di una straniera che – secondo quanto raccolto dai carabinieri – avrebbe rifiutato il neonato affidandolo ad una coppia torrese, che ha provveduto a crescerlo senza però mai regolarizzare la propria posizione di famiglia. In sostanza il 22enne non esiste e le generalità fornite non sono altro che il cognome dell’uomo che l’ha allevato ed i nomi con cui viene chiamato a casa.

Insomma, oltre a decidere per la sua pena, sarà il tribunale ad assegnare “un nome” al giovane arrestato, che frattanto è stato posto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo. A quanto pare il giovane, ieri sera, era arrivato a Poggiomarino proprio per spacciare: una sorta di corriere delle piccole dosi di droga.

carabinieri amoruso