L’Antiterrorismo: «A Striano una delle centrali per smerciare le carte d’identità rubate»


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Nessun allarme di attacchi sul territorio, ci mancherebbe: ma aa quanto pare le organizzazioni terroristiche che stanno facendo tremare il mondo hanno avuto a lungo interessi e “centrali” anche nell’area vesuviana, e particolarmente in città piccole. L’Antiterrorismo, nella sua ultima relazione, ha infatti parlato anche dell’area vesuviana facendo i nomi dei comuni di Striano, Pollena Trocchia e Boscotrecase: insomma, località piccole, che insieme a stento fanno poche decine di migliaia di abitanti.



Ma cosa ci facevano i complici dei terroristi sotto al Vesuvio? Si procuravano i documenti falsi facendo rubare su commissione le carte d’identità. A rivelare alcuni particolare su quanto avveniva anche molto slavi che sono stati fermati di recente anche nel Casertano: in pratica serbi, macedoni e bosniaci hanno fatto a lungo da manovalanza per la jihad, rubando i documenti per poi consegnarli ai fondamentalisti sul territorio.

A Striano sono confluiti qualcosa come 5mila carte d’identità rubate nel Salernitano e nel Vesuviano: l’ultimo caso fu quello di Poggiomarino di cui alcuni esemplari vennero addirittura ritrovate nelle mani di maghrebini a Milano. «Quei documenti – spiegano dalle questure – possono passare decine di controlli, perché sono autentici e tali sembrano fino a quando, al primo controllo incrociato, dai database di Interpol e Europol, non emerge l’incongruenza tra il soggetto controllato e la carta che esibisce».

carte d'identita

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