Intervista al Gran Maestro Guan Tieyun, a Palma per un seminario sul Kung Fu


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Dopo quello dello scorso 8 marzo, si è tenuto ieri, nella “Tensostruttura” di via Querce, a Palma Campania, il secondo appuntamento con il seminario sullo studio della “Dao Shu e le relative applicazioni”, tenuto dal Gran Maestro Guan Tieyun, evento promosso dall’associazione internazionale, “Tong Yuan”, che ha sede sia in Italia che in Cina.



A fare da ponte tra Cina ed Italia, come tramite del GM Guan, di cui è allievo, è il Maestro Falanga Stanislao, fautore della divulgazione del “Wushu”, arte sostenuta, appunto, dalla scuola internazionale “Tong Yuan”. Responsabile e promotore di zona è il Maestro Giuseppe Autorino, insegnante a Terzigno, ma anche a Palma Campania, presso la palestra “Virtus”. La nostra redazione è stata ospite dell’evento ed abbiamo colto l’occasione per fare alcune domande al Gran Maestro Guan Tieyun.

Cosa ha rappresentato e ancora rappresenta per lei questa arte marziale? 

Fin da piccolo allenavo il Wushu. Col tempo, poi, ho iniziato ad insegnarlo. Non mi sono mai fermato, è diventato il mio lavoro. Il Wushu fa parte della mia vita, non potrei dividermene. Inoltre, è un ottimo modo per tenersi in salute.

C’è differenza tra il Kung Fu tradizionale e quello moderno? 

La differenza è enorme. Il kung fu tradizionale fa parte della storia cinese. Le basi sono sempre quelle. Il kung fu tradizionale è passato da generazione in generazione. Ha una storia centenaria, portata avanti da coloro che lo studiano. Appartiene alla storia cinese. Nel kung fu moderno ci sono delle regole da rispettare, che non si trovano in quello tradizionale, dove, ad esempio non c’è il limite di tempo di un minuto, come avviene, invece in quello moderno. Anche se si allena il kung fu tradizionale, per le gare moderne, bisogna fare degli adattamenti fondamentali, come potrebbero essere quelli legati a pugni e calci. Ci sono differenze di tecnica, attacco e difesa sono diversi.

A volte si sente parlare di stili di Kung Fu, ma cosa si intende per stile di Kung Fu e quanti sono gli stili? 

Esistono diverse correnti, scuole e quindi stili. Il Governo cinese ne ha riconosciuti 129, attraverso un censimento. In realtà, sono molto di più gli stili, ma per la loro storia e discendenza ne sono stati riconosciuti 129, che poi si differenziano l’uno dall’altro per peculiarità e tecnica.

Quale consiglio darebbe ai giovani che vogliono approcciarsi a questa disciplina?

Ogni persona deve trovare lo stile che più gli si addice. Per i giovani ci sono stili più dinamici. Per chi voglia partecipare a gare, esistono allenamenti specifici, altrimenti ci si può cimentare anche nel kung fu tradizionale. Il kung fu è storia, è cultura. Approcciarsi a questa disciplina significa anche e soprattutto studiare queste cose.

Appuntamento finale il 22 marzo con l’ultimo incontro con il Gran Maestro Guan Tieyun.

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