«Abbiamo letto con sorpresa e rabbia le polemiche sulla chiusura della Circumvesuviana il giorno di Pasqua. Sorpresa, perché è da oltre 50 anni che questo fatto avviene e, da 50 anni, le stesse persone che lo hanno determinato, con sorpresa se ne accorgono, così come gli operatori turistici che ogni anno ripetono la stessa litania, ben sapendo che questa riduzione, praticamente c’è sempre stata. Rabbia perché, come capita spesso sui giornali e sui siti di informazione non si è voluto ascoltare una voce alternativa a quella del presidente del CdA dell’Eav, che essendo nuovo del settore, non conosce la storia e come certe situazioni sono nate nel tempo». A parlare è il sindacato Orsa, che rappresenta i lavoratori della Circumvesuviana, dipendenti che da due giorni si vedono scagliarsi contro chiunque per quanto avvenuto a Pasqua.​

«Il contratto di servizio tra l’Eav e la regione Campania, prevede tutto, cioè quanti e quali treni devono circolare​ ogni giorno, qual è l’orario di apertura e quello di chiusura della ferrovia durante l’anno e durante le festività, per cui il presidente De Gregorio avrebbe dovuto essere più preciso ad indicare le responsabilità della chiusura di domenica​, perché è evidente che dall’assessorato regionale ai trasporti, a questa cosa non hanno pensato, come non ci hanno​ pensato Caldoro e Vetrella ​in precedenza e come Bassolino o Rastrelli prima di loro,​ non ci hanno mai pensato».

«L’origine di questa chiusura nasce dal fatto che oltre 50 anni fa erano pochissimi i viaggiatori nel giorno di Pasqua (ed anche il 25 dicembre), specialmente in un paese cattolicissimo, quale era l’Italia dell’epoca, così come pochissimi erano i turisti (gioverebbe ricordare della chiusura, fino qualche anno fa, dei bar e dei ristoranti a Napoli in questi giorni, a Ferragosto e finanche il Lunedì in Albis), per cui, per risparmiare, fu deciso di non far viaggiare i treni vuoti. Dda allora nulla è cambiato, nel senso che chi poteva proporre queste modifiche (e non certo i sindacati, ma la politica miope che la fa da padrone in Campania) non ci ha mai pensato, anche perché il costo aggiuntivo sarebbe veramente irrisorio, visto che la domenica di Pasqua, contrattualmente parlando, sarebbe pagata ai lavoratori come una domenica qualsiasi, cioè, addirittura con circa 6 euro lorde in più in busta paga (sei euro er tutta la giornata e non per ogni ora di lavoro), e visto che chi di noi ​aveva di turno il pomeriggio di domenica scorsa, è stato messo in ferie forzate d’ufficio, per cui non si venga a fare la solita crociata contro i lavoratori».

E ancora: «I fatti sono questi e sono incontrovertibili: dalla regione Campania la storia della riduzione del servizio è voluta e risaputa, per cui non hanno alibi, visto che il contratto di servizio lo impongono loro; dall’Eav si sarebbe potuto fare una maggiore informazione, visto che c’è un dirigente solo per il “marketing”, e ​rimane attualmente un mistero cosa faccia e come si guadagna i suoi circa​ 100mila euro all’anno; dalla soprintendenza e dall’ente turismo le cose sono stra-sapute, visto che da oltre 50 anni questa riduzione del servizio viene fatta; gli operatori turistici lo sanno benissimo, come lo sanno gli alberghi della costiera e di Napoli. In ultimo e non per ultimo, rimane un mistero come siano stati trasportati 11.000 turisti a Pompei, visto che in questi giorni non sono stati venduti così ​tanti biglietti per questa località e, soprattutto, considerando che nell’arco temporale in cui i treni hanno circolato, e considerando la capienza dei 20 treni transitati da Pompei, al massimo essi hanno potuto trasportare non più di 6.000 persone con o senza biglietto».

«Chiediamo pertanto a chi vuol cercare di fare informazione di mettere bene a fuoco gli obiettivi da “colpire” perché chi dirige “la baracca” ha colpe sia se fa le cose in modo sbagliato e sia se omette di farle, in questo caso è stata fatta la “solita operazione ignoranza” da parte dell’assessorato ai trasporti che puntualmente si fa trovare spiazzato in questi giorni di festa​, e se i politici possono cambiare con una certa frequenza, certamente questo non accade per i dipendenti, i funzionari o i dirigenti di questa istituzione».

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