Si è svolto venerdì presso le scuole elementari di via Nuova San Marzano il convegno sul delicato tema delle Foibe. Un incontro a cui erano presenti sia i bambini delle scuole elementari che i ragazzi delle scuole medie, alunni che hanno voluto ricordare attraverso canti e vari momenti di riflessione, l’eccidio perpetrato dalle truppe di Tito nei confronti degli Italiani residenti in Jugoslavia, Dalmazia e Istria.

Un evento storico dimenticato da molti e soprattutto dal governo italiano che in nome di una “pace” tralasciò i tristi eventi. Molto commovente il racconto di una testimonianza di una esule, che ha spiegato come Tito e i suoi uomini mettessero in atto una vera e propria opera di persecuzione: «Tito pretendeva che noi cambiassimo i nostro cognomi e nomi dall’italiano allo jugoslavo, e che dovevamo servire il nuovo stato ad esempio rinunciando alla nostra fede cattolica e giurando fedeltà a lui stesso, chi non faceva ciò veniva perseguito. Anche per poter lasciare la città e tornare in Italia era necessario avere il permesso delle autorità jugoslave, a volte potevano passare anni per averlo».

Molto palpabile era l’emozione presente in sala, commoventi anche i pensieri di alcuni alunni presenti che con le loro parole hanno chiesto che tutto ciò “non venga dimenticato e cada nell’oblio”. Molto significativo anche un altro pensiero: Un Paese che cancella le foibe, è un Paese che cancella la propria identità». “Forti” anche i momenti musicali, le riflessioni e le opinioni dei presenti per un anniversario che ricorre il 10 febbraio e che da solo pochi anni è stato istituzionalizzato.

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