«Ad Acerra stiamo conducendo lo screening sulla popolazione, ma ora i nostri medici non potranno più prescrivere esami di approfondimento in caso di sospetto». Lo afferma il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, che oggi ha partecipato all’incontro all’Ordine dei medici di Napoli e provincia sul decreto Lorenzin e suoi effetti, in particolare, nella Terra dei Fuochi.

All’incontro erano stati invitati 50 sindaci della provincia, dei Comuni interessati ai problemi di inquinamento noti come “Terra dei fuochi”, ma all’Ordine dei medici si sono presentati solo due sindaci e due delegati: oltre a Lettieri, c’era il sindaco di San Gennaro Vesuviano, Antonio Russo, mentre per il Comune di Napoli ha partecipato l’assessore Gaeta e per quello di Ercolano la dottoressa Formisano, delegata dal sindaco Buonajuto. Assenti tutti gli altri.

Lettieri ha portato con sé anche cinque medici di base di Aversa che hanno ricordato come «lo screening della popolazione per il tumore del colon retto, della mammella e dell’utero è arrivato al 25%, ma d’ora in poi non potremo andare avanti con lo screening di secondo livello che prevede esami che sono considerati ad elevato rischio di appropriatezza dal decreto del governo».

«Chiediamo al ministro Lorenzin – ha spiegato il sindaco di San Gennaro Vesuviano Antonio Russo – il coinvolgimento degli ordini dei medici per delle soluzioni condivise, in particolare nella Terra dei Fuochi in cui non si può dire che non c’è correlazione tra inquinamento ambientale e patologie».

Anche se non direttamente interessato al problema della Terra dei Fuochi, anche il Comune di Napoli si è detto pronto a scendere in campo: «Il welfare e il sistema sanitario – ha spiegato l’assessore al welfare Robeta Gaeta – sono diritti intoccabili, se c’è da risparmiare, il governo dovrebbe concentrarsi su altri capitoli di spesa. Il Comune di Napoli è al fianco dell’ordine dei medici in questa battaglia per i cittadini».

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