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Male l’incontro al ministero, è sit-in davanti alla Dema per salvare 99 lavoratori

«Siamo al fianco ai dipendenti della Dema a rischio mobilità. La Dema è un’azienda nata a Pozzuoli e divenuta internazionale che lavora per l’indotto dell’aerospazio, sarebbe contraddittorio se la Regione abbandonasse una realtà dell’aerospazio dopo aver preso l’impegno di rilanciare l’intera filiera». Lo dice Valeria Ciarambino, capogruppo del Movimento 5 Stelle, in merito alla vertenza dei lavoratori della Dema di Somma Vesuviana, che hanno effettuato un sit-in davanti alla sede del Consiglio regionale della Campania.

«L’azienda per la quale lavorano, in questi anni, ha sviluppato competenze che rischiano di andare perse – afferma –  Per questo chiederemo un incontro agli assessori alle Attività produttive, Amedeo Lepore, e al Lavoro, Sonia Palmeri, per capire come intendono affrontare la problematica. Nella scorsa riunione del Consiglio regionale – ricorda – è stata approvata all’unanimità una nostra mozione per la salvaguardia e il rilancio del settore aerospaziale, dagli stabilimenti Finmeccanica a tutta la filiera, a partire dall’attivazione di un tavolo nazionale e addirittura dalla programmazione dei fondi europei 2014-20. Lepore si è detto convinto di questa mozione e ha spiegato che la Regione si sarebbe impegnata in questo senso».

«Adesso è il momento di passare dalle parole ai fatti – aggiunge – Se il futuro dello sviluppo industriale della Campania passa per questo settore e la Regione intende davvero rilanciare il comparto, è arrivato il momento di dimostrarlo con questa vertenza».

«Abbiamo più volte incontrato i dipendenti che rischiano il lavoro e abbiamo ascoltato i loro timori – sottolinea Gennaro Saiello, consigliere M5S e componente della Commissione Attività Produttive – la Campania non può permettersi di perdere le alte competenze acquisite da questi lavoratori, ma deve individuare soluzioni affinché siano salvaguardati i livelli occupazionali e resti aperto sul territorio un presidio di eccellenza. Effettueremo una visita nello stabilimento per comprendere meglio e da vicino una realtà d’eccellenza che va difesa ad ogni costo».

Il sit-in da parte dei lavoratori dell’azienda di Somma Vesuviana è scattato dopo il tavolo al ministero in cui i rappresentanti sindacali non sono riusciti a trovare un accordo con i manager della società. Restano quindi a rischio ben 99 lavoratori circa un quinto rispetto all’organico di più o meno 500 persone in organico.

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