Uccisi perché avevano osato chiedere i loro soldi, quelli che si erano conquistati con il sudore della fronte, ad uno pseudo-boss, che non ha esitato a sparare 13 colpi di arma da fuoco per lavare con il sangue “quell’affronto”. Il duplice omicidio di Francesco Tafuro e Domenico Liguori dimostra ancora di più, semmai fosse necessario, che “la camorra è una montagna di merda”, così come diceva il povero e coraggioso Peppino Impastato.

La camorra è questa, signori. È quella che ammazza a bruciapelo attirandoti nei tranelli, è senza scrupoli e non risparmia le persone amate da tutti, proprio come i gestori della sala scommesse di via San Sossio, due bravi ragazzi che avrebbero voluto indietro soltanto il loro denaro, soldi investiti nella propria attività commerciale e nel loro futuro. La camorra è questa, e dovremmo ricordarcelo quando guardiamo fiction come Gomorra, quando esaltiamo la figura dei boss. La camorra è quella che può ammazzarti il fratello, il padre, il figlio, la mamma e l’amico: e può farlo anche se il tuo caro non c’entra nulla con il malaffare. La cronaca, infatti, è “piena” di vittime innocenti.

E proprio in questi giorni segnati dal tremendo duplice omicidio di Tafuro e Liguori, ci sono stati altri orribili fatti che hanno mostrato nuovamente il fetore del letame sprigionato dai clan. A San Giovanni a Teduccio un 18enne è stato ammazzato e sepolto in un terreno perché avrebbe scambiato alcuni sms con una donna della malavita; a Ercolano sono state arrestate questa mattina tre persone: hanno trucidato di pallottole un uomo che aveva la sola colpa di possedere un’auto simile a quella di un ras rivale.

Tre delitti gravissimi e che lasciano una scia mediatica enorme, tre eventi delittuosi terribili che dovrebbero farci ragionare ed arrabbiare, tre casi su cui i più giovani potrebbero avere modo di riflettere. La camorra è morte e puzza, è sangue e dolore di innocenti, “la camorra è una montagna di merda”.

tafuro liguori