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Funerali blindati per Francesco e Domenico, la rabbia degli amici: «Non trattateli come camorristi»

Non ci stano ai funerali blindati le famiglie e gli amici di Francesco Tafuro e Domenico Liguori: «Non trattateli come camorristi, sono vittime innocenti e vogliamo salutarli come tali». È il nuovo grido di dolore per i due ragazzi uccisi come due boss a Saviano, crivellati di colpi sembrerebbe a causa di qualcuno che non intendeva pagare i suoi debiti. Il 33enne di Saviano ed il 32enne di Somma gestivano infatti una sala scommesse nella città sommese, in via San Sossio.

Le due località vesuviana limitrofe sono ancora naturalmente sotto choc. Sono centinaia i messaggi che le persone stanno lasciando per le vittime della barbara esecuzione, anche i profili Facebook dei due giovani sono invasi da ogni sorta di pensiero. «Perché loro? Perché ucciderli così? Perché?», sono tra le domande disperate più diffuse.

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