Denunciò e fece arrestare gli estorsori del clan, ora viene cacciato come un camorrista


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Basta guardarlo in faccia e parlargli per capire che non è un camorrista, anzi al massimo è il contrario. E lo dimostrano proprio le sue denunce che negli anni tra il 2008 ed il 2009 fecero arrestare tre estorsori di un clan di camorra di Napoli Nord, colpevoli di avere chiesto il “pizzo” all’azienda per cui prestava servizio. Gianfranco Albanesi, oggi 50enne disoccupato, girò sotto scorta. Origini marchigiane, si è trasferito in Campania per motivi di cuore. Il suo settore è quello dei rifiuti, di cui è tecnico iscritto all’albo dei gestori e tra i migliori a preparare bandi di gara: a dimostrazione ci sono i tanti appalti “conquistati” per le imprese in cui ha lavorato.



Ma “fare rifiuti” in Campania è come gettarsi in fiume carico di feroci correnti, dove prima o poi si resta invischiati in qualche guaio. Albanesi, una volta lasciata la sua terra, inviò curriculum a destra ed a manca: tra le ditte per cui ha prestato servizio ci sono la Ecosystem 2000 di Angelo Grillo e la Alba Paciello, entrambe colte in due momenti diversi dall’interdittiva antimafia. Tuttavia quando alla Ecosystem arrivò “la batosta”, Albanesi era già andato via per diversità di vedute con il titolare, ma tanto è bastato per fare del 50enne un sospetto “anello di congiunzione” tra le due aziende che si occupavano di rifiuti nel territorio tra Caserta e Napoli.

Albanesi è un personaggio piuttosto conosciuto in città come Palma Campania, San Gennaro Vesuviano e Carbonara di Nola, dove l’Alba Paciello ha a lungo gestito il servizio di smaltimento dei rifiuti: a lui tra le altre cose si deve una parte del progetto dell’attuale isola ecologica palmese. Intanto, il 50enne marchigiano, ma ormai campano di adozione, era riuscito a trovare lavoro nel suo settore con la Senesi: insomma, non gli sono mai mancate le offerte, e questo è sinonimo di capacità. Fino a quando un giornale locale online del Casertano ha pubblicato gli omissis delle interdittive antimafia della Ecosystem prima e della Alba Paciello poi.

«Non sono indagato, sarebbe stato meglio – dice Albanesi – almeno avrei avuto un modo per difendermi. Adesso compaio soltanto in queste carte e naturalmente non c’è nessun giudice che può sentire la mia versione. Ho scritto al prefetto, ma intanto la Senesi mi ha licenziato proprio a causa di questo motivo. Io vivo soltanto del mio lavoro, a questo punto non mi resta che fare una pazzia. Mi trovo in una situazione disperata, quando sono da sempre il primo a combattere le illegalità o anche più semplicemente il lassismo».

Insomma, Gianfranco Albanesi è rimasto senza lavoro soltanto per una banale supposizione, per essere un possibile “anello di congiunzione” tra la Ecosystem 2000 e la Alba Paciello. A inguaiarlo definitivamente quell’articolo di giornale. Una riflessione un po’ per tutti noi della stampa, che forse pubblichiamo talvolta nomi con troppa semplicità, anche quando non ci sarebbe bisogno e quando rischiano di rovinare la vita delle persone.

albanesi

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