“Violenza di genere e violenza assistita, due facce di una stessa medaglia”, questo il tema dell’incontro organizzato dall’associazione “Mai più violenza infinita”, in programma a Pompei, nel Teatro Di Costanzo-Mattiello, venerdì 16 gennaio, a partire dalle 16,30. Ricco e nutrito l’elenco degli ospiti.

È prevista, infatti, la partecipazione, tra gli altri, di don Tonino Palmese, vicario episcopale della Diocesi di Napoli; dell’ex capo della Procura di Napoli Giandomenico Lepore; del procuratore capo del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Antonietta Troncone; del procuratore capo del tribunale di Torre Annunziata Alessandro Pennasilico; della presidente di Unicef Campania, Margherita Dini Ciacci; del presidente della Corte di Appello di Napoli, Antonio Bonajuto; del rettore dell’ateneo federiciano, Gaetano Manfredi e del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Flavio Zanchini.

Tra i relatori anche la senatrice Laura Puppato (Pd), il deputato Massimiliano Manfredi (Pd), quest’ultimo componente della commissione Antimafia, e il consigliere regionale Mario Casillo (Pd). Il tavolo, moderato dal giornalista Massimo Corcione (managing director di Sky), sarà introdotto da Carmine Alfano, chirurgo, docente di Chirurgia Plastica Ricostruttiva all’Università degli Studi di Perugia e si avvarrà, oltre che della presenza dell’arcivescovo di Pompei, monsignor Tommaso Caputo e di quella del sindaco della città mariana, Ferdinando Uliano, anche del contribuito “tecnico” di un vero e proprio pool di esperti composto da Virginia Ciaravolo, psico-criminologa e presidente dell’associazione “Mai più violenza infinita”; dal noto biologo forense, Luciano Garofano, già generale del Ris; dall’avvocato penalista Nicolas Balzano e dall’ex vice capo della Polizia, Francesco Cirillo.

«Il dibattito – ha spiegato Carmine Alfano – sarà incentrato sulla violenza rappresentata da ogni forma di abuso di potere e controllo, da quella fisica fino a quella sessuale, psicologica ed economica. Un aspetto che colpisce in particolare donne e bambini. Nonostante ci sia molto da fare, occorre sforzarsi sempre più per arrivare una risoluzione definitiva del problema».

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