Rivolta antidiscarica a Cava Sari, il pm smonta le accuse: raffica di richieste di assoluzione


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Finirà probabilmente in una bolla di sapone il maxi-processo contro i cittadini che difesero il territorio protestando contro la discarica di Cava Sari e che riuscirono ad evitare l’apertura del secondo mega-invaso di Cava Vitiello, sempre nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio. Il pm smonta le accuse nella sua requisitoria riportata stamane dal quotidiano “Roma”.



Durante l’udienza vengono riproposti i momenti più tesi della protesta popolare: dal blocco della Circumvesuviana all’irruzione nel Comune di Boscoreale, fino alla “preghiera” delle donne che con il Rosario bloccarono i camion carichi di spazzatura pronti a sversare immondizia all’interno dell’impianto. Su 20 imputati, dunque, l’accusa ha chiesto l’assoluzione per ben 9 imputati, a cui si aggiunge un decimo uomo che frattanto è deceduto

Pene minime, invece, quelle richieste per altre 10 persone: si va da un massimo di un anno ed otto mesi per due uomini di Terzigno, fino ai tre ed ai quattro mesi per un gruppo di donne che secondo l’accusa scagliò pietre contro un camionetta della polizia mentre scortava un camion di rifiuti. Condanne lievi chieste anche per alcune persone che avrebbero spintonato gli agenti.

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