I carabinieri della compagnia di Nola hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Alfonso Mauro 48enne di San Gennaro Vesuviano e di Gianluca Esposito 44enne ddi Napoli, entrambi ritenuti responsabili di una rapina con sequestro di persona verificatasi a Palma Campania il 7 settembre 2015, in danno di un autotrasportatore.

Le misure cautelari sono state emesse su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola. L’ordinanza in questione costituisce l’esito di una indagine, coordinata dall’ufficio di Procura, che già ad ottobre scorso aveva portato alla cattura di un altro componente della banda, Raffaele Aprea, che di fatto svolse il ruolo di staffetta e che si occupò, tra l’altro, di bonificare il mezzo depredato da eventuali dispositivi antirapina.

Gli accertamenti condotti dai carabinieri hanno consentito di identificare compiutamente gli altri due corresponsabili, ripresi assieme ad Aprea da un impianto di videosorveglianza installato in prossimità del luogo in cui era stato recuperato il tir rapinato. Mauro risultava essere stato controllato, tempo addietro, a bordo di un’autovettura analoga a quella ripresa dalle videocamere, inoltre lo stesso Aprea, nel corso di un’intercettazione ambientale, affermava di aver partecipato alla rapina assieme al 48enne sangennarese confermandone la correità anche durante un successivo interrogatorio dinanzi al Pm ed attribuendogli un ruolo di primo piano nella organizzazione del colpo.

Esposito, ripreso alla guida dell’autoarticolato dopo la rapina, è stato identificato mediante il confronto delle effigie fotografiche di tutti coloro i quali, in passato, avevano concorso con Aprea in analoghi reati. La perquisizione domiciliare eseguita presso l’abitazione di Esposito ha consentito, inoltre, di recuperare alcuni capi di abbigliamento assolutamente identici a quelli indossati dall’individuo ripreso alla guida del camion dopo la rapina.

Il Tir in questione fu poi recuperato con l’intero carico di alimenti per animali già dopo poche ore dal “colpo”, grazie al sistema antirapina installato sulla motrice, nonostante i rapinatori avessero utilizzato un dispositivo jammer al fine di isolare il mezzo pesante.

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