Sono accusati di spaccio e di fornire dei “kit” comprensivi di telefono cellulare e sim card ai loro “scagnozzi”. Antonio e Raffaele Nappo, padre e figlio di Poggiomarino di 60 e 28 anni, hanno chiesto il rito abbreviato ed il patteggiamento, insieme a gran parte della banda che lo scorso anno finì in arresto proprio nell’operazione che sgominò la gang.

Le sostanze stupefacenti venivano smerciate tra Poggiomarino, Boscoreale ed i comuni limitrofi, ed a capo della “piazza”, secondo le accuse, c’erano proprio padre e figlio. Insieme a loro finirono in manette anche Luigi Cirillo, Emanuele Tangreda, Claudio Carotenuto, Domenica Francesca Amaro, Danilo Fracchini, Driss Khaya, Giuseppe Oscar, Paola Balzano e Marco Di Matola.

Il gruppo criminale inoltre, utilizzava un linguaggio criptico e convenzionale già largamente in uso tra spacciatori e clienti per identificare lo stupefacente. Ma furono escogitate altre strategie per eludere le investigazioni individuando dei veri e propri pusher “a contratto” ai quali venivano forniti dei “kit di servizio” comprensivo di telefono cellulare di scarso valore e utenza telefonica dedicata con intestatario fittizio.

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