Sarebbero partite da un computer installato all’interno della caserma di Pordenone i messaggi di molestie ricevuti da Teresa Costanza attraverso un falso profilo Facebook. È l’ultima indiscrezione a riguardo dell’omicidio della giovane uccisa insieme al fidanzato Trifone Ragone, duplice delitto per cui l’unico indagato è il militare di Somma Vesuviana, Giosuè Ruotolo.

Insomma, secondo gli inquirenti il “fake” sul social network è stato utilizzato in caserma, la stessa in cui il caporalmaggiore vesuviano ma anche la vittima svolgevano servizio. Oggi, intanto, Ruotolo sarà nuovamente ascoltato presso la procura di Pordenone: per lui si tratta del secondo interrogatorio da quando gli viene mossa la terribile accusa.

Il militare è atteso alle 15 e come la volta precedente potrebbe trattarsi di un interrogatorio-fiume. Stavolta i magistrati potrebbero avere altri elementi nelle loro mani, magari fuoriusciti attraverso gli esami dei pc e dei telefoni sequestrati al giovane, che frattanto pare però non essere disposto a parlare del presunto profilo falso.

giosuè ruotolo procura