La “Terra dei Fuochi vesuviana” provoca il cancro: le associazioni lo dicono inutilmente da anni


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La Terra dei Fuochi uccide, anche nell’area vesuviana dove c’è record di tumori ed in particolare quelli pediatrici: quelli che insomma uccidono i nostri figli. Lo dicono i medici dell’Istituto Superiore della Sanità, dunque lo Stato. Uno Stato che ha impiegato dieci anni in più, o quasi, per dire le stesse cose che cittadini ed associazioni urlano da sempre con il terrore negli occhi e nella voce. Ci sono mamme e papà che non hanno più i loro piccoli e che, come succede a Caserta – provincia sotto ai riflettori – piangono decessi assurdi già ad un anno di vita.



“Mamme Vulcaniche”, onlus varie, ambientalisti, qualche politico locale lottano da anni. Già durante la grande protesta contro la discarica di Terzigno si gridava il dolore di quei tumori che hanno strappato persone di ogni età ai loro cari. Tutti inascoltati, anzi molti dei quali portati addirittura in tribunale sotto processo e con l’accusa, “morale”, di avere difeso la propria salute. Ora anche il ministero della Sanità afferma che nei nostri territori c’è un boom enorme di patologie neoplastiche. Insomma, il Governo ha perso dieci anni, due lustri in cui potere mettere in campo azioni concrete come bonifiche, screening sanitario e tutte le altre procedure che si adottano in casi del genere.

E c’è un altro dato “strano”: secondo la “mappa” della Terra dei Fuochi, infatti, mancano alcune località vesuviane che pure sono colpite anche pesantemente dal fenomeno. Non ci sono Ottaviano, Sant’Anastasia e Poggiomarino, ad esempio. Eppure su questi orizzonti si vedono spesso nubi nere cariche di diossina e veleni. Basta percorrere la Statale 268 per toccare da vicino uno scempio che si consuma in maniera quasi quotidiana.

palma terra fuochi

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