Immobili fantasma a Striano, Idea Comune vuole lasciare la commissione: è inutile


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Il gruppo consiliare Idea Comune minaccia di lasciare la commissione speciale per risolvere la problematica relativa all’area ex 219, gli “immobili fantasma” finiti persino su Striscia la Notizia e che da trent’anni rappresentano la sola area di vero degrado presente a Striano. A parlare è il consigliere del gruppo, Luigi Gatti, che annuncia a breve una proposta in merito alla questione e per risolvere quella che è una vera e propria emergenza civile e sanitaria.



L’area, infatti, è diventata negli scorsi anni di proprietà del Comune di Striano ma i costi per abbattere gli edifici e smaltire i rifiuti sono troppo elevati per una piccola Amministrazione come quella della località vesuviana. In tal senso il sindaco Aristide Rendina, proprio ai microfoni del tg satirico di Canale 5, lanciò un appello alla Regione Campania ed al Governo affinché sostenessero economicamente tutte le procedure.

«È sotto gli occhi di tutti i cittadini che le strutture mai utilizzate sono diventate, nel corso degli anni, bersaglio di atti di vandalismo e luoghi di incontri pericolosi – spiega Gatti – Riqualificare quell’area significa dare un volto nuovo al paese. A marzo del 2015, in consiglio comunale è stata istituita una Consulta composta da tutti i gruppi consiliari, incaricata a discutere dell’argomento, a prendere atto dello stato strutturale dei luoghi e a relazionarsi con i cittadini in merito a eventuali osservazioni. A distanza di più di un mese dall’ultimo incontro, durante il quale fu programmata un’assemblea pubblica andata poi deserta perché in concomitanza c’erano manifestazioni scolastiche, niente è stato fatto per riattivare il processo».

«Ho ribadito più volte – continua Gatti – la necessità di convocare assemblee con associazioni di categoria come ingegneri, architetti e geometri e la convenienza di coinvolgere nella discussione le rappresentanze di Università, di chiamare in causa le stesse associazioni del territorio per un confronto mirato a suggerimenti che solo chi vive la realtà locale tutti i giorni può favorire. Mi riservo, dunque, di decidere in seguito se e come continuare ad offrire il mio contributo in Consulta».

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