Dirigenti Eav controllori ma con la scorta dei carabinieri: in ospedale poi ci vanno i dipendenti


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Hanno ragione i dipendenti Eav, ha ragione il sindacato Orsa: la dirigenza, la Regione Campania e le forze dell’ordine si muoveranno forse soltanto davanti ad una tragedia, quando ci scapperà il morto o quasi. La nota della sigla del Tpl locale è chiara ed ampiamente condivisibile. Continuano gli assalti delle babygang e dei criminali ai danni del personale, lavoratori già travolti dalla crisi economica dell’azienda, da stipendi che arrivano in ritardo e dalle continue proteste degli utenti che si sfogano contro macchinisti e capitreno.



Oggi l’Eav ha emanato una nota, dicendo che gli incassi dei biglietti sono triplicati da quando sono aumentati i controlli alle stazioni e davanti ai tornelli: si tratta di una buona notizia, certamente, ma che al momento non cambia lo stato delle cose, principalmente della Circumvesuviana, linee che per competenza territoriale seguiamo attraverso il nostro giornale.

Il manager Umberto De Gregorio ha lanciato l’invito a tutto l’organico di partecipare ai controlli per ridurre il numero di “portoghesi”. Lui stesso è sceso nelle stazioni, e con lui anche altri dirigenti. Un esempio, di sicuro, ma con la scorta di polizia municipale o carabinieri, insomma con il supporto delle forze dell’ordine e quindi in piena sicurezza.

Fare i duri e non lasciare passare chi è senza biglietto è certamente molto più facile quando accanto sono presenti i tutori della legge. Lo è meno, ad esempio, non lasciare salire una babygang su un treno quando ci sono soltanto il povero macchinista ed il capotreno. Il malcapitato lavoratore, soltanto per avere avuto il coraggio di dire “no” al gruppo di ragazzini inferociti, si è beccato tre punti di sutura alla testa dopo essere stato colpito con un bastone di legno.

Sono arrivati gli attestati di solidarietà da parte dell’azienda e della politica: ma siamo all’ennesimo caso e da sole, le parole, non sono più sufficienti. Sono diversi anni che i dipendenti chiedono il sostegno delle forze dell’ordine sulle tratte più difficili e negli orari più complicati. Finora è stato tutto vano ed i lavoratori continuano a finire in ospedale vittime delle barbarie di disadattati sociali, ma anche di una dirigenza sorda alle problematiche primarie.

circum poggio

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