Debito di oltre 100mila euro con il Fisco, imprenditore di Poggiomarino in fuga


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Deve oltre centomila euro al Fisco, una decina di migliaia di euro alla Camera di Commercio di Milano e soldi certamente anche ai fornitori della sua ex impresa che aveva sede nella provincia meneghina. Il “grande ricercato” è un uomo di Poggiomarino di 49 anni, che circa un decennio fa era partito alla volta del capoluogo lombardo per aprire un’attività commerciale nel settore artigianato. L’uomo si stabilì con la famiglia riscuotendo anche un certo successo per il suo operato quasi del tutto manuale.



Poi la crisi economica che ha travolto tutti e particolarmente chi aveva fino a cinque anni fa delle botteghe con pochi operai e spesso a conduzione familiare. Lo stesso deve essere stato per il 49enne poggiomarinese che dopo avere chiuso la sua ditta era tornato nella città natale ai piedi del Vesuvio, dove per qualche tempo aveva ripreso a vivere e farsi vedere in piazza con i vecchi amici, continuando la sua attività artigiana quasi come hobby e con piccole entrate economiche.

Tutto fino a quando lo Stato si è ricordato di quell’uomo travolto dalla depressione finanziaria mondiale ed ha cominciato a cercarlo per farsi dare dei soldi che probabilmente l’imprenditore non ha più. Si è mossa la Guardia di Finanza, poi l’Agenzia delle Entrate, e ancora gli avvocati, ed infine anche la Camera di Commercio di Milano, sino all’estremo passo che sarà probabilmente quello di Equitalia. L’ultima residenza dell’uomo è proprio a Poggiomarino dove in tanti sono arrivati per cercare – ma senza fortuna – il contribuente diventato “fantasma”.

Frattanto si sono attivati anche i responsabili dell’anagrafe cittadina che hanno provato a contattare il 49enne senza riuscirsi. Non sono stati sufficienti gli appostamenti davanti casa: quell’abitazione è chiusa da mesi e l’artigiano certamente vive altrove pur senza avere comunicato nulla ad alcun ente locale. Insomma, “il ricercato” non ha pagato tutte le imposte che lo Stato richiede, ed a quanto pare non intende e non può farlo, al punto da scatenare una vera e propria caccia all’uomo che sta mettendo sotto sforzo tutti i pubblici ufficiali del settore.

Lo Stato non vuole rinunciare ai “suoi” 100mila euro ed intende fare ogni cosa per recuperare i soldi, ma l’uomo al momento non pare avere alcun bene, né conti in banca. Un braccio di ferro con l’Agenzia delle Entrate che durerà molto a lungo ed in cui il “piccolo Davide di Poggiomarino” proverà a farla franca nei confronti del Governo. Il Totò de “I Tartassati” avrebbe certamente applaudito quest’uomo ardimentoso.

cartella esattoriale

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