«Ogni tanto leggo che il Vesuvio sarebbe a rischio eruzione. Essendo un vulcano attivo non si può escludere il rischio ma non è vero che ci si trova nell’imminenza di una eruzione. Sono pettegolezzi diffusi che non tengono conto che di pochi dati. La realtà dei fatti dice che non ci sono fenomeni come rigonfiamenti del terreno, prosciugamenti di pozzi o cambiamenti nelle fumarole che lascino pensare all’imminenza di una eruzione vulcanica. Il rischio è sempre presente ma bisogna sottolineare che anzi nell’ultimo periodo è persino diminuita la frequenza dei terremoti e delle scosse di assestamento». È quanto detto dal direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Giuseppe De Natale, che ha rilasciato un’intervista al quotidiano Roma.

Inoltre ha aggiunto: «Sicuramente la zona rossa è una zona sovrappopolata. Bisognerà prevedere un piano che nel corso degli anni porti a un decongestionamento abitativo dell’area. Noi ci preoccupiamo della situazione dei migranti ma lascio immaginare quale scenario apocalittico ci troveremmo di fronte se 700.000 persone fossero costrette ad andare in altre regioni a causa dell’eruzione. Uno scenario che è un caso unico in Italia e nel mondo e che necessita, per questo, di essere approfondito e studiato attentamente».

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