«I treni cominciano ad avere preoccupanti guasti dovuti all’usura, data dal loro super impiego, per cui se non si pone immediatamente rimedio, avremo a breve una ulteriore diminuzione degli elettrotreni in circolazione, anche perché si registrano pericolose anomalie al sistema frenante, e questo più che preoccupare, dovrebbe allarmare un management troppo occupato in chissà quali altre faccende per poter pensare che questa è un’azienda di trasporto che deve garantire un servizio efficiente e non fare operazioni di facciata, ma azioni finalmente concrete». L’allarme è lanciato dal sindacato Orsa e preoccupata naturalmente il personale e l’utenza.

Inoltre, la sigla sottolinea che «il 2016 inizia nello stesso modo in cui si è chiuso il 2015 per le aziende di trasporto dell’Eav, anzi potremmo dire persino peggio, perché in barba a quanto il management aveva sbandierato, come numero di elettrotreni in circolazione, in sede di audizione presso la Commissione Regionale Trasporti, siamo ben al di sotto, troppo al di sotto dei numeri promessi. Basti un esempio per tutte, nello scorso mese di agosto fu garantito come obiettivo da raggiungere per fine 2015, sulle linee ex-Circumvesuviana, un numero di 74 elettrotreni in circolazione, una chimera che non abbiamo neanche lontanamente sfiorato. I treni in circolazione sono circa 50, con punte tra i 52 e i 47, siamo ben il 30% al di sotto di quanto promesso e nessuno se ne assume la responsabilità, nessuno parla delle soppressioni che, di nuovo sui stanno effettuando, oggi circa 20 corse. Intanto il personale continua a lavorare in condizioni di stress, i viaggiatori continuano a sfogare su di essi le loro giustissime frustrazioni».

E ancora: «L’usura comporta anche un altro tipo di pericolo, quello della sicurezza dei viaggiatori trasportati, la rete ferroviaria è praticamente senza manutenzione, i vari problemi non vengono risolti, perché tale attività, tutta data in gestione ad una ditta esterna, non viene effettuata perché questa, vantando dei crediti, non intende riprendere a lavorare se non incassa quanto dovuto, per cui se qualche binario ha problemi, si interviene per tamponare “alla meglio” con il personale interno e poi si impone “sine die” un rallentamento ai treni sul posto in questione e si rimanda il problema a data da destinarsi scaricando, come al solito, inadempienze e incapacità gestionali sui lavoratori e sugli utenti».

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