Si accende lo scontro tra il Comune ed il parroco di Pomigliano d’Arco, don Peppino Gambardella. Dopo il botta e risposta che ha coinvolto il sindaco Lello Russo, e persino il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, sul rinvio deli festeggiamenti del patrono per dare spazio al lavoro in Fiat, l’assessore al Patrimonio del Comune di Pomigliano, Pasquale Sanseverino, ha scritto al quotidiano “Roma” una lettera in cui si scontra in maniera con il prete.

Ecco alcuni passaggi della missiva che certamente produrrà altre feroci polemiche in città: «La decisione di Fiat di tenere aperto lo stabilimento Giambattista Vico anche in occasione della festività patronale ha immediatamente suscitato reazioni e malcontento nella Fiom che trova, ancora una volta, una sponda nel parroco Don Peppino Gambardella, il quale non ha perso occasione per cavalcare l’onda e schierarsi accanto al sindacato minoritario. La comunità pomiglianese già in passato ha conosciuto le ambizioni politiche di Don Peppino ma, stavolta, le sue velleità hanno superato ogni limite provocando addirittura uno strappo all’interno della stessa comunità ecclesiastica».

E ancora: «Ha pensato bene (e cioè male!) di sostare, quasi fosse una via crucis, nelle immediate vicinanze dello stabilimento Fiat al fine di promuovere l’ennesima propaganda in favore di una sparuta minoranza di lavoratori in contrasto con Fca. E strizzando l’occhio agli smartphone che lo riprendevano, don Peppino Gambardella ha invocato una “ideale vicinanza” ai lavoratori in quel momento impegnati a cogliere questa fase produttiva favorevole ed a rendere il più grande stabilimento campano».

E infine l’ultima stoccata: «Io considero ciò una pesantissima offesa al Santo Patrono ed alla stessa comunità religiosa che si è vista trascinata in una polemica “ideologica” da parte di chi, nascondendosi dietro la statua di San Felice, non perde occasione per strumentalizzare la religione con fini politici e fare dei bisogni delle anime uno strumento di lotta politica. Sono un cattolico, ma non è questa la mia Chiesa. Caro Don Peppino, metti giù le mani da San Felice».

GAMBARDELLA-DON