Non solo contrabbando internazionale di sigarette, ma anche estorsione è l’accusa per una parte dei sei arrestati tra Pompei, Scafati e Boscoreale. È emerso, infatti, che Guastafierro, durante le indagini, ha pesantemente minacciato e picchiato gli altri sodali dell’organizzazione a scopo estorsivo, per ottenere in particolare la restituzione di una parte degli ingenti capitali investiti in prima persona per l’acquisto delle sigarette di contrabbando.

In manette sono finiti appunto Vincenzo Guastafierro, 44 anni, detto “stipone”, considerato elemento di spicco del clan Aquino-Annunziata, arrestato nel 2007 dopo una lunga latitanza ed inserito all’epoca tra i 100 latitanti più pericolosi. In suo possesso erano inoltre una pistola, munizioni ed ingenti somme di denaro; Gennaro e Antonio Izzo, 52 e 44 anni, imparentati con Carmine ‘o piccolino, altro affiliato storico del clan dei “mezanotte”, in carcere a scontare una pena definitiva a 30 anni per omicidio; Fortuna Coraggio, 55 anni, Gaetano Buono, 43 anni, e la tunisina Amira Mekni, 35 anni. Tutti sono residenti tra Pompei e Scafati e, mentre per i primi due è stato disposto il trasferimento in carcere, gli altri 4 sono finiti agli arresti domiciliari.

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