Tutti assolti i medici accusati della morte di Gaetano Nunziata, paziente di San Giuseppe Vesuviano, spirato dieci anni fa per una broncopolmonite che secondo gli inquirenti era stata originata da un errore del personale sanitario del Campolongo Hospital. Il Tribunale ha assolto tutti gli imputati: Albino Petraglia, Gennaro Arenare, Gerardini Schirò, Emilio rovella e Emese Csiszarik, tutti medici del reparto dove il paziente di San Giuseppe Vesuviano fu ricoverato dal 20 ottobre del 2005 al 21 gennaio 2006, quando se ne dispose il trasferimento nella Rianimazione, dove morì tre giorni dopo.

I giudici hanno accolto le tesi dei difensori Paolo Carbone e Lucio Basco pronunciando una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste, chiudendo così una vicenda iniziata dieci anni fa. Nunziata era arrivato al Campolongo hospital da un’altra struttura ospedaliera, per essere sottoposto a un periodo di riabilitazione a seguito di un’emorragia cerebrale. Era sedato e la sua alimentazione avveniva tramite una “peg” nello stomaco. Quando il paziente se la strappò i medici pensarono di cambiare sistema, collocando un sondino naso-gastrico, ma secondo l’accusa non si accorsero che da quel tubicino Nunziata stava inalando particelle di cibo che sarebbero finite nelle vie respiratorie.

Si sarebbe originata così una polmonite dovuta alla presenza di materiali estranei nel sistema broncopolmonare. Non solo: i medici erano pure accusati di avere sottovalutato la patologia, disponendo il trasferimento in rianimazione solo quando le condizioni del paziente erano ormai disperate.

sanità