Spunta un nuovo giallo nell’inchiesta sul duplice omicidio di Pordonone. Quello di un profilo Facebook anonimo, utilizzato per inviare messaggi, del quale Rosaria Patrone, fidanzata di Giosuè Ruotolo, ha parlato per la prima volta dianzi ai pm Pier Umberto Vallerin e Matteo Campagnaro. A riportare la notizia e è il Messaggero Veneto, che scrive: «Riguarda proprio questo misterioso profilo Facebook l’unica dichiarazione spontanea resa dalla 24enne di Somma Vesuviana, fidanzata di Giosuè Ruotolo, nella sua nuova veste di indagata per le ipotesi alternative di concorso in duplice omicidio quale istigatrice o favoreggiamento e di false dichiarazioni ai pm. Poi la difesa ha optato per la strategia del silenzio, anche in considerazione delle venti ore alle spalle di audizioni-fiume della ragazza come persona informata sui fatti».

«Accompagnata dai genitori e assistita dal legale di fiducia Costantino Catapano, Rosaria Patrone ha voluto chiarire la sua posizione in merito all’accusa di false attestazioni, prima di avvalersi della facoltà di non rispondere. Si trattava di un passaggio relativo a incongruenze emerse rispetto alle dichiarazioni di un’amica della mia assistita – ha precisato poi, fuori dai cancelli del palazzo di giustizia l’avvocato Catapano – Siamo persuasi di aver chiarito la circostanza in quanto frutto di una serie di informazioni che si erano intersecate e che avevano ingenerato un equivoco.

Le amiche avevano riferito del profilo Facebook, mentre Rosaria non ne aveva fatto cenno agli inquirenti nelle precedenti audizioni. Come mai? «Una semplice dimenticanza», ha minimizzato l’avvocato Catapano. «Rosaria – ha proseguito il legale di fiducia della giovane studentessa di giurisprudenza – si era dimenticata del profilo, risalente a oltre un anno orsono, al quale lei non aveva dato alcuna importanza. Per questa ragione non ne aveva parlato. L’esistenza del profilo social è stata riferita dalle amiche e Rosaria oggi l’ha confermata».

giosuè rosaria