Reina: Dopo tre minuti salva il Napoli con un’uscita tempestiva e coraggiosa, bravo anche su una bordata di Cigarini. Nella ripresa è meno impegnato. Un suo lancio dopo 5 minuti potrebbe diventare decisivo, se Higuain controllasse meglio il pallone. La sua esultanza, mai offensiva o irrispettosa, sotto la curva nerazzurra è da “anima e guida”. La sua personalità è straripante ed entusiasmante. Voto 7

Albiol: Lo scorso anno a Bergamo sul vantaggio di Denis, fu avvilente, questa volta pur soffrendo la verve e la velocità di Gomez, è attento e risolutivo. Voto 6.5

Koulibaly: Un paio di interventi sono decisivi, Reina in un’occasione lo abbraccia come se avesse segnato! Voto 7+

Ghoulam: Non spinge moltissimo; benché gli esterni di casa gli creano diversi grattacapi, riesce a limitare i danni. Voto 6+

Hysaj: Qualche indecisione ma tanta abnegazione; discreta la fase offensiva. Voto 6+

Allan: Stanco. La sua peggior partita in maglia azzurra. Ci può stare, ma ci deve stare in rosa un sostituto alla sua altezza. Voto 5

Jorginho: Il migliore del centrocampo partenopeo, nel primo tempo sopraffatto da quello di casa. Nella ripresa ingenuo in occasione dei due gialli in pochi minuti. Voto 6

Hamsik: Pessimo primo tempo, nella ripresa a fasi alterne, brividi sul primo rigore, ottimo nel servire Higuain per il 3-1. Peccato per il secondo rigore sparato alle stelle. Voto 6.5

Callejon: Solito grande sacrificio, poco pericoloso in fase di costruzione, ma i suoi recuperi sono spesso determinanti. Voto 6+

Insigne: Pochi sprazzi di buon gioco e poco altro. Voto 5.5

Higuain: In una giornata dove non sembra essere cecchino implacabile, realizza una fantastica e decisiva doppietta. Bella l’esultanza con Sarri. Voto 7.5

Mertens: In questo momento è letale, resta da capire se sa esserlo anche dal primo minuto in partite “vere”. Voto 6.5

David Lopez: Ha limiti evidenti, ma fa bene il suo compito. Voto 6

Maggio: Pochi minuti, ma va premiata la sua professionalità e dedizione. Voto 6

Sarri: Brutto primo tempo, il peggiore degli azzurri post-rivoluzione sarriana. Il centrocampo bergamasco annienta quello azzurro, è vero che Higuain non sfrutta due occasioni, ma il Napoli appare in difficoltà e poco brillante. Nella ripresa, è un alternarsi di episodi positivi e negativi, la cui somma ci regala una vittoria preziosa, meno meritata del solito, su un campo da sempre ostile, e su cui in pochi faranno punti. Merten de Roon, centrocampista olandese classe ‘91, fino a quel momento impeccabile, ci regala un rigore (episodio positivo) che Hamsik realizza con brivido e scongiuri annessi. Il vantaggio dura solo pochi minuti (episodio negativo), Gomez è bravo a trovare il corridoio dell’immediato pareggio bergamasco che fa esplodere uno stadio “selvaggio” e particolarmente focoso. Il rischio del baratro, di un Natale “intossicato”, con il conseguente strascico di polemiche, nonché del solito assalto dei soloni di turno al fortino azzurro, inizia a profilarsi. Angolo per il nostro Napoli, finora mai sfruttati. I due centrali nerazzurri vanno sui nostri, liberando di fatto Higuain, su cui in marcatura va proprio de Roon; il Pipita non si lascia pregare e di testa mette, alle spalle di Bassi, il pallone del nuovo vantaggio. Dopo il penalty, il corner (episodio positivo). L’Atalanta reagisce con la solita cattiveria, e nuove nubi rischiano di addensarsi sul prato verde: in pochi minuti Jorginho riceve due gialli, Napoli in 10 negli ultimi 15 minuti (episodio negativo). Atalanta arrembante, Callejon si sacrifica nei tre di centrocampo, in panca non ci sono soluzioni, il Napoli tiene duro e al momento giusto con H-H fa punto-set e partita. Peccato il rigore, netto, gettato in curva da Marek. Lo scorso anno, di questi tempi (tra due giorni ne ricorre il primo anniversario), proprio una interminabile serie di rigori ci regalò l’unica vera gioia stagionale. Da allora una sorta di maledizione si è abbattuta sui nostri tiri dagli 11 metri, costandoci anche un terzo posto (la stessa partita di Bergamo, lo scorso anno fu caratterizzata da un errore dal dischetto di Higuain in pieno recupero). Al netto dei ricordi, urge trovare una soluzione, che potrebbe avere il volto di Jorginho. Non il solito Napoli che annichilisce l’avversario, per una vittoria diversa e per questo ancor più importante e preziosa. Salvo casi sovrumani (Barca e Bayern), non puoi vincere tutte le partite soggiogando l’avversario con gioco, dinamismo e sagacia tecnico/tattica. Occorre saper vincere anche le partite brutte, che per diversi tratti del match ti vedono poco brillante e subire l’avversario. Il mister parla di ripresa di qualità e cuore. Ha ragione: se Bergamo non sarà un’eccezione e se al cuore aggiungiamo maggiore cinismo, potremmo continuare a divertirci. Ora la sosta natalizia, ma soprattutto il mercato invernale, un paio di innesti, soprattutto in mediana, darebbero alla rosa quella completezza di cui attualmente pecca.

Arbitro: Due rigori entrambi netti (i primi accordati al Napoli in campionato, il terzo stagionale) due rossi (il primo per il Napoli) entrambi netti. Sorvola su qualche ammonizione per i padroni di casa. Voto 6-

Atalanta: Tra le squadre normali ha una delle migliori rose, un centrocampo giovane e di qualità e un attacco che sa unire velocità ed imprevedibilità (Gomez), tecnica (Maxi Moralez) e prestanza fisica (Denis e Pinilla). In casa sua mai facile da battere, si salverà senza problema alcuno e potrà tranquillamente giocarsi le posizioni di rincalzo. Questa volta Denis, l’argentino che in collaborazione con l’altro ex Cigarini mi fece un regalo del tutto personale in un lontano Napoli-Milan 2-2, non può correre ad abbracciare il figlioletto posto dietro la porta (6 reti contro la sua vecchia squadra).

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