Sono stati posti agli arresti domiciliari oggi dalla Polizia tre ragazzi accusati di aver aggredito e ridotto in fin di vita, colpendolo con bastoni di legno, un clochard che, lo scorso 17 marzo, nei pressi della stazione ferroviaria di Nola, si era appartato in una casupola abbandonata per dormire. I tre – Salvatore Di Bella (19 anni), Domenico Ferrara (18) e Antonio Pollicino (19) – erano già sottoposti a obbligo di dimora a Nola e di presentazione della Polizia giudiziaria per una decisione del Gip di Nola, impugnata dalla Procura per la quale invece i tre dovevano essere arrestati.

La posizione dei pm è stata condivisa prima dal Tribunale del Riesame e ora dalla Cassazione che, oltre a rendere operativi gli arresti, ha anche aggravato l’originaria imputazione di lesioni gravissime in tentativo di omicidio. Secondo la ricostruzione della Polizia, i tre, insieme ad altri tre ragazzi minorenni, si erano riuniti in piazza Santorelli, a Nola, per poi spostarsi verso la stazione.

I sei, tra cui un calciatore della locale squadra di calcio Nola 1925, che milita nel campionato di Promozione, e due tifosi, avevano notato il clochard – Vaclav Briza, di origine ceca – e con i bastoni avevano cominciato a picchiarlo ferendolo alla testa e al corpo, e causandogli diverse fratture a braccia e gambe. A salvare l’uomo era stato un vigile urbano che, affacciatosi al balcone di casa, aveva fatto allontanare il branco, animato – secondo i pm – non da odio razziale, ma da «motivazioni futili di gratuite esplosioni di violenza collettiva».

Dopo l’aggressione ci furono numerose manifestazioni di solidarietà verso il clochard, fra le quali quella del vescovo di Nola, monsignor Beniamino Depalma, che aveva anche individuato una residenza dove accogliere l’uomo una volta dimesso dall’ospedale.

clochard nola