Sono giovanissimi, vanno bene a scuola e non vivono in famiglie problematiche. È l’identikit dei giovani campani che fanno uso di super alcolici e sigarette. L’indagine è stata realizzata nell’ambito di un progetto coordinato dalla Comunità di recupero Il Camino, è stata finanziata dalla Regione Campania, Direzione generale per la tutela della salute ed ha coinvolto anche il Dipartimento di Sanità pubblica della Federico II e il Dipartimento per le Dipendenze patologiche della Asl Napoli 3 Sud.

La ricerca è stata condotta su un campione di mille ragazzi di età compresa tra i 13 e i 18 anni. I risultati dicono che il 69,73 per cento del campione (697 su 1000) fa uso di superalcolici; l’87 per cento di aperitivi alcolici e spumante; l’85,41 per cento di birra; l’82,03 per cento di vino; il 62 per cento di bevande non specificate, ma contenenti una dose alcolica. I dati non migliorano sul fronte del fumo: il 69 per cento del campione ha ammesso di fumare; il 49 per cento ha dichiarato di acquistare regolarmente sigarette e il 17 per cento di aver iniziato a fumare prima di compiere 12 anni.

Un dato allarmante rispetto al fumo è che il 13 per cento ha dichiarato di fumare oltre 30 sigarette al giorno. La ricerca è stata condotta grazie alla collaborazione di alcune scuole dell’area vesuviana. «Abbiamo scelto il territorio vesuviano – spiega Fabrizio Pallotta, de Il Camino – perché rappresenta uno dei fulcri della movida notturna del fine settimana e perché l’hinterland ha delle specifiche criticità sociali». La fotografia che esce dalla ricerca è di ragazzi «molto esposti» al rischio di dipendenza mista alcol-fumo.

Per responsabilizzare i ragazzi e impedire che si mettano alla guida sotto l’effetto di alcol e droghe, nell’ambito del progetto è stata realizzata un’App che consente a chi la scarica sul proprio smartphone di valutare la propria capacità di guidare. L’App – come riferito – sarà disponibile per Android ed Apple.

«I dati – spiega Maria Triassi, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica – sono molto preoccupanti, una parte enorme di giovanissimi fa uso di alcol senza rendersi conto dei problemi a cui andrà incontro. Siamo estremamente preoccupati perché – ha aggiunto – iniziamo a rilevare casi di steatosi epatica anche in giovane età».

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