In fiamme rifiuti e stracci cinesi: Terra dei Fuochi e malori a Poggiomarino


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Quintali di stracci di produzione cinese, gomme usurate ed altri rifiuti speciali sono finiti in fiamme a Poggiomarino, in via Sandro Pertini. L’incendio si è verificato ieri mattina intorno alle 9, quando si è levata altissima una densa nube di fumo nero che è stata visibile fino alle città limitrofe. La colonna è apparsa anche a chilometri di distanza, invece, a chi percorreva la Statale 268 dei Paesi Vesuviani, al punto che il rogo è stato pubblicato anche sul sito internet ufficiale de “La Terra dei Fuochi”.



Insomma, panico e qualche malessere nell’area a Nord di Poggiomarino, a circa un chilometro e mezzo di distanza dal confine con San Giuseppe Vesuviano. In fiamme sono finiti circa una ventina di sacchi neri contenenti ritagli tessili di produzione cinese e non più utilizzabili, oltre ad un gran numero di pneumatici usurati. Insomma, il classico “falò” da Terra dei Fuochi, che ha provocato anche qualche malore di carattere respiratorio agli abitanti della zona e ad una delle prostitute che “operano” proprio in zona sin dalle prime ore del mattino.

Sul posto, allertati dai cittadini e dalla polizia municipale, sono giunti dapprima gli uomini della Protezione Civile “Crystal” e subito dopo – dal distaccamento di Nola – sono arrivati anche i vigili del fuoco: i pompieri ed i volontari sono riusciti a circoscrivere il rogo nel giro di mezz’ora, ma per spegnerlo ci sono però volute quasi tre ore, e soltanto a mezzogiorno i soccorritori hanno lasciato definitivamente via Pertini. Uno scenario spettrale, quello che è rimasto in strada e tra le campagne dove i criminali di turno hanno appiccato le fiamme.

Una scia di cenere superiore ai venti metri di lunghezza fa ancora bella mostra, infatti, nell’area in cui si è verificato l’incendio. All’opera, a lungo, c’è stata la polizia municipale, che dopo avere diretto il traffico “sbarrato” dalle operazioni di spegnimento del rogo, ha a lungo cercato tra i resti dei rifiuti qualcosa che potesse ricondurre agli sversatori selvaggi. Un intervento che purtroppo non ha prodotto alcun risultato: tutto, in tal senso, è finito bruciato nel “falò”.

Intanto crescono anche le proteste dei poggiomarinesi, che ieri si sono ritrovati al centro dell’ennesima emergenza ambientale di fuoco e rifiuti che interessa l’area vesuviana. Un problema che sta diventando davvero gravissimo per il territorio.

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