Il Tar ha dato ragione agli immigrati di Terzigno “cacciati” per presunte violenze da un hotel in cui erano accolti insieme ad altre decine di immigrati in attesa dello status di profughi. Per cinque dei giovani extracomunitari africano, tuttavia, non è ancora avvenuto il reintegro nonostante le disposizioni dei giudici che pure hanno imposto il provvedimento.

Domattina, dunque, è indetta alle 10,30 di fronte alle prefettura di Napoli in piazza Del Plebiscito una conferenza stampa promossa dalle Acli, dalla chiesa valdese, quelle metodiste, luterane, avventiste, battiste e con Gaetano Castello, responsabile servizio ecumenismo e dialogo della Diocesi di Napoli, per chiedere l’adempimento dell’ordinanza del Tar Campania che ha di fatto reintegrato nel programma di accoglienza dello Stato i cinque rifugiati di Terzigno già messi per strada nel mese di luglio.

In totale erano diciotto i giovani che furono “cacciati”, poi in tredici vennero reintegrati a distanza di circa uin mese e mezzo. Ora restano gli ultimi cinque, contro cui le accuse di violenze non sono state provate dopo la denuncia. Pare, infatti, che qualcuno abbia voluto punire gli immigrati per avere mostrato immagini e video delle condizioni di degrado in cui vivevano le persone accolte.

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