I sindaci annunciano opere su Facebook, Ingenito sfotte Salvini: la Ambrosio parla di femminicidio


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Riecco SocialPolitik la rubrica de Il Fatto Vesuviano che fa le pulci ai politici del territorio presenti sui social network. Notizie tra l’ironia ma anche argomenti seri, anzi serissimi. Ed a quanto pare Facebook resta per i sindaci delle città vesuviane uno degli strumenti più utilizzati, anche per diffondere ai cittadini azioni ed interventi intrapresi dalle Amministrazioni guidate.



In tal senso Luca Capasso, primo cittadino di Ottaviano scrive: «Con delibera di giunta comunale numero 159 del 14 dicembre 2015 è stato prorogato al 31 dicembre 2015 il termine per la presentazione della documentazione relativa alle istanze di condono edilizio. Siamo, inoltre, in attesa di una ulteriore proroga da parte della Regione, che ci auguriamo arrivi in tempi rapidi». Insomma, chi può sanare un abuso faccia presto, che il tempo stringe.

Molto simile anche il posto di Lello Abete, sindaco di Sant’Anastasia, che punta invece su un altro argomento delicato e molto sentito dai cittadini, quello delle scuole: «Abbiamo ottenuto dal Miur un finanziamento di 21mila euro per eseguire indagini diagnostiche sui solai delle nostre scuole. In Campania 580 edifici scolastici sono stati ammessi ed entro il 31 gennaio, per i nostri plessi scolastici, saranno affidati i lavori. In merito al guasto dei giorni scorsi delle caldaie di due plessi, vi comunico che a Corso Umberto I è già stato ripristinato il sistema di riscaldamento».

A Poggiomarino è invece il vicesindaco a parlare. Gerardo Aliberti, tra l’altro assessore all’Ambiente, annuncia azioni per la pulizia della città: «Entro fine settimana, cestini nuovi e posaceneri. Poggiomarino cambia volto», sperando – aggiungiamo noi – che i cestini non finiscano distrutti dalle babygang come accaduto a quelli che tuttora sono in strada.

Ed ecco arrivare l’ironia, una “perla” quella prodotta dal consigliere comunale di opposizione a Palma Campania, Carmine Ingenito, che dimentica per un po’ l’aggressione subita di recente e sfotte Salvini. “Grande Frottola”, così il suo nickname sul web, replica al leader della Lega che su Twitter parla di un Milan vergognoso, di Galliani da mandare via e di giocatori indegni. «Per una volta – risponde Ingenito – sono d’accordo su qualcosa con Salvini. Ma nel dubbio “mai con Salvini”, “io sto con Maldini”.

Argomento più serio: quello del leader dell’opposizione ed ex sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Antonio Agostino Ambrosio: «Oggi 16 dicembre 2015 sono presso la sala del consiglio comunale al corso anticorruzione organizzato dalla Segreteria generale. Tra banchi vuoti si nota l’assenza dei politici, tra cui spicca quella dell’Inquilino del Municipio (il sindaco Vincenzo Catapano ndr).

Ed infine il tema più importante, serissimo, trattato dalla consigliere di opposizione del Comune di Terzigno, Tina Ambrosio, che parla del femminicidio anche in ricordo di Enza Avino: «È evidente la deriva giustizialista, paternalista e sovradeterminante che riguarda le soluzioni istituzionali antiviolenza. Già all’epoca dell’approvazione della legge sul “femminicidio” si parlò del fatto che sarebbe stato impedito alle donne di ritirare una denuncia (l’irrevocabilità della querela). Si era perfino parlato di delazione anonima e quindi di denunce da parte di persone estranee che non erano le donne stesse che subivano violenza. Poi arrivò l’idea del Percorso Rosa, ricordando che al Governo si occupa di queste cose il ministro dell’interno. Il percorso rosa altro non è che un percorso che porta le donne obbligatoriamente a denunciare senza che lo Stato però garantisca adeguata protezione o la possibilità per queste donne di trovare casa e lavoro per ricominciare altrove. Si parte dal pronto soccorso dove la donna che ha subito violenza viene subito presa in carico dai tutori dell’ordine impedendo così alle donne la libertà di scegliere se denunciare o meno. In questo modo si impedirà alle donne di andare a curarsi o semplicemente di raccontare quello che gli è successo. Così si favorisce l’omertà e le donne si lasceranno morire, rinunceranno all’assistenza sanitaria per paura di ritorsioni a seguito della denuncia. Attiviamoci prima che la conta dei numeri delle donne morte, per assenza di strumenti adeguati utili a salvarsi da sole, aumenti e prima che le donne preferiscano il silenzio alle cure necessarie a emanciparsi da una condizione di ricatto violento». Contro il femminicidio, purtroppo, non si fa mai abbastanza.

salvini ambrosio

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