Due fidanzati uccisi a colpi di arma da fuoco, due fidanzati accusati invece di duplice omicidio, istigazione e favoreggiamento. Le storie di Trifone e Teresa – le vittime – si intrecciano con quelle di Giosuè Ruotolo e Rosaria Patrone, la coppia di Somma Vesuviana finita sotto ai riflettori perché indagata, per capi d’accusa diversi, proprio per il delitto di Pordenone. Giosuè era commilitone ed a lungo coinquilino di Trifone, e fino a questo punto, viste anche le investigazioni, può anche esserci un nesso.

La trama però assume contorni ai limiti dell’assurdo quando si parla di movente e si tira in ballo la fidanzata Rosaria con l’accusa di istigazione. Insomma, i pm stanno ascoltando un fiume di persone, stanno passando al pettine i social network dei ragazzi e dei loro amici: stanno sequestrando computer, tablet e telefonini. Avranno certamente degli elementi nelle proprie mani, ma per chi non può leggere gli atti secretati sono leciti alcuni quesiti che talvolta lasciano interdetti.

In questi mesi si è parlato molto prima di Giosuè e poi di Rosaria, di cui è stato detto di tutto: il suo amore morboso, la gelosia, il presunto finto grave malore, il profilo anonimo su Facebook. Ma in quale direzione possono andare queste informazioni? Si vuole forse dire che Giosuè abbia ammazzato per gelosia? Ma quella possessiva non era invece Rosaria? E sono news del genere che scatenano il gossip in casi che al contrario non avrebbero nulla a che vedere con le “cronache rosa”.

La procura, è trapelato, seguirebbe la pista passionale. E quale? Cosa vuol dire? Che Trifone abbia fatto avances a Rosaria, scatenando tutta la “rabbia selvaggia tipica partenopea” del caporalmaggiore? Insomma, siamo davanti a due circostanze, due filoni che fanno pendere la bilancia giusto al centro. C’è l’auto di Giosuè vista quella sera nel parcheggio della palasport, poi catturata con alcuni minuti di ritardo nel percorso presso il laghetto in cui è stata trovata l’arma del delitto. Ci sono gli sms cancellati dal giovane e dalla partner 24enne risalenti proprio a quel giorno.

E fino a qui tutto sembra poter non fare una piega, pare che davvero ci siano risultanze importanti contro il militare di Somma Vesuviana. Ma poi il “castello” diventa d’argilla quando si cerca di capire cosa abbia scatenato la furia del duplice omicidio di Trifone e Teresa. Perché Rosaria è indagata con l’accusa di istigazione? Avrebbe chiesto lei di fare fuori la coppia? E per quale motivo? E soprattutto perché Giosuè avrebbe dovuto accettare “l’ordine” senza farsi alcuno scrupolo?

C’è chi dice che i rapporti tra i coinquilini non fossero idilliaci, ma da qui a provocare una “quasi strage” la strada è davvero lunga. Insomma, due ragazzi finiti nel tritacarne mediatico, ripreso inevitabilmente anche dal nostro giornale, ma con un presunto movente che imbarca più acqua del Titanic dopo avere urtato l’iceberg. Staremo a vedere, forse in questo caso le ragioni del duplice omicidio sono addirittura più importanti rispetto ai veri colpevoli.

rosaria giosuè