Si è svolta ad Angri, nella splendida e suggestiva cornice del Castello Doria, simbolo storico e culturale del paese, la Mostra del Computer e delle Consolle Vintage, evento raro nel suo genere, organizzato dall’Associazione Culturale Adventure, fondata dal giornalista napoletano Luigi Montanino. La mostra del retrocomputing, o del computer vintage, è un progetto di valore storico e culturale. La mostra ha riscontrato un grande successo di pubblico e partecipazione di semplici curiosi, esperti del settore, scolaresche, appassionati e professionisti, media e testate giornalistiche attratti dall’ unicità dell’evento.

Luigi Montanino, giornalista, Designer grafico e pubblicitario, ha trasformato la sua pregiata collezione privata di oltre 300 macchine in un evento.  Durante gli anni di studi e della sua formazione personale, legata alle materie della comunicazione, della grafica e dell’informatica applicata, Luigi Montanino ha collezionato materiale didattico storico, custodito nella sua biblioteca privata, ma soprattutto computer e periferiche informatiche definite ormai d’epoca e di valore storico. La sua collezione presenta alcuni pezzi diventati ormai quasi introvabili al mondo, sia per caratteristiche che per funzionalità. A partire dai primi strumenti di calcolo l’Abaco e i bastoncini di Nepero, vengono esposti, oltre ai Pc di maggiore successo e che hanno fatto la storia del computer, alcune macchine ed apparecchiature informatiche rare; dal Comptometer (primo calcolatore meccanico ) alla “ Odissey “ ( prima consolle al mondo ), dalla Macchina “Michela” al Digilab della prestigiosa e storica Scuola Radio Elettra, fino ad arrivare addirittura all’Osborne CC, considerato il primo Computer portatile della storia, al primo Apple, pezzo raro, della famosa Azienda americana ed a periferiche e componenti hardware utilizzati per le spedizioni dello Shuttle Nasa.

Completa l’esposizione una lista di prestigiose consolle che hanno segnato le origini e la nascita dei primi videogiochi a partire dagli anni ’70. La grande passione e la tenacia ha spinto negli anni Montanino a scoprire questo mondo così affascinante a tal punto da portarlo a trasformare la sua pregiata collezione in una Mostra, indirizzata al pubblico, ma anche utile come supporto didattico e culturale. Montanino introduce gli obiettivi della sua associazione: «L’Associazione Adventure organizza progetti di carattere culturale, creativo, innovativo e didattico, con un occhio di riguardo verso le nuove generazioni, coinvolte attivamente nelle iniziative.  Obiettivo di partenza della nostra attività è offrire motivi validi per spingere la gente ad amare la cultura. Quando comprenderemo che cultura non è un “parolone”, ma significa semplicemente tutto ciò che ci circonda e ci coinvolge quotidianamente, allora avremo un valido motivo per amarla, perché la cultura avrà una forte incidenza nella nostra vita. La cultura diventa così la parte motrice della nostra esistenza ed il fondamento della nostra società e del nostro modo di essere. Per arrivare alla condivisione di un progetto culturale così complesso, sono stati necessari numerosi passaggi oltre che sacrifici ed anni di studio ed esperienze nel settore».

E ancora: «Tra quelli già attuati uno dei più significativi è stato il costante coinvolgimento dei più giovani, a cui offriamo la possibilità di condividere un percorso stimolante e di acquisire conoscenze e spesso professionalità, in supporto alle conoscenze acquisite nella scuola e non solo. La cultura è anche una grande risorsa per lo sviluppo locale del territorio e per tale motivo l’associazione Adventure adotta strategie per accrescere l’attenzione della propria utenza e dei propri soci con iniziative di carattere socio-culturale collegate e relazionate anche al territorio. I giovani sono sempre al centro dei nostri progetti, al fine di ritrovare quegli stimoli che li trasportino in una dimensione fattiva e positiva e non immaginaria, propria di una società sempre più apparente, dove non esistono punti di riferimento, valori ed esempi da seguire. L’associazione promuove attività di carattere culturale, informativo, creativo e sociale, attraverso corsi, percorsi didattici, strumenti di informazione, campagne di sensibilizzazione ed eventi. Per questo utilizziamo strumenti di informazione e tecnologie all’avanguardia, avendo a disposizione supporti didattici e strumentazione informatica digitale di ultima generazione. Ne scaturiscono progetti comunicativi di grande impatto ed efficacia. Il nostro fiore all’occhiello è la Mostra del retrocomputing. La vetrina della nostra Associazione e degli eventi correlati sarà un portale online consultabile all’indirizzo www.bauba.it».

Ma tornando all’evento, Montanino dice: «Innanzitutto volevo ringraziare vivamente l’amministrazione Comunale di Angri, Caterina Barba, assessore alla Cultura, il consigliere Vincenzo Fasano, il sindaco, i docenti universitari, gli studiosi e ricercatori informatici ma soprattutto i numerosi cittadini angresi che mi hanno offerto grande ospitalità e dimostrato tanto affetto e gratitudine nel corso della manifestazione.  La scelta di Angri, per la nostra mostra, è stata dettata dal fatto che questa città, oltre ad essere molta animata e viva da un punto di vista commerciale, nonché sempre attiva in iniziative di vario tipo, dimostra grande civiltà e una profonda propensione alle iniziative socio culturali, soprattutto a favore di ambiziosi realtà come la nostra. Alla fine è stata una settimana di grande soddisfazione per tutti, con la promessa di concedere un bis».

Detto questo, entriamo nel dettaglio del progetto. «Dare una definizione esatta di retrocomputing è cosa ardua se non impossibile – spiega Montanino – Sono diversi gli aspetti che definiscono questa passione, in primis l’amore per le vecchie macchine. Chi non vorrebbe rimettere le mani sul computer sul quale ha “giocato” a lungo da ragazzino? Utilizzando queste macchine, si riscopre quanto c’è da imparare da loro, e si capisce quanto l’attuale tecnologia sia distante dal passato, e quanto sia sconosciuta l’evoluzione tecnologica. Guardandosi indietro si scopre inoltre che la strada dello sviluppo della tecnologia informatica è piena di geniali intuizioni ed interessanti realizzazioni che non hanno trovato futuro, e al contrario scelte tecnicamente sbagliate che ci siamo “portati dietro” dagli albori dell’informatica. Appassiona infine il scoprire come le macchine del passato potevano essere “capite”. Le macchine di oggi sono talmente complesse che diventa impossibile comprenderne il funzionamento, un computer degli anni ‘70 era fatto per essere “capito” dal suo utilizzatore».

«Il “retrocomputerista” non è un semplice collezionista, in quanto al piacere del possesso della macchina, si aggiunge il desiderio di vederla funzionare, e dunque di ripararla.  Egli apre le proprie macchine, le osserva e le studia, è soprattutto “curioso”, di conoscere e di capire. Da questo processo si apprende tanto, molto di più che leggendo quintali di libri, perché solo attraverso l’uso delle macchine si può realmente capire, e sentire l’emozione dei tempi che furono. Ecco perché oltre il possesso fisico dell’oggetto, diventa fondamentale l’informazione trasmessa dall’oggetto stesso.  Per permettere la conoscenza e l’uso di queste macchine è indispensabile disporre di manuali, software, consigli per la riparazione, l’uso e la modifica delle proprie apparecchiature».

«La nostra vita – prosegue Montanino – è ormai quotidianamente invasa dall’informatica, a tal punto che non riusciamo nemmeno a rendercene conto, tanto automatico è diventato il fenomeno. Le relazioni sociali, il lavoro, i servizi, ed addirittura anche gli affetti ruotano intorno alle apparecchiature informatiche ed ai mezzi di comunicazione, che, in qualche modo, condizionano la nostra esistenza. Eppure un tempo, appena poco più di tre decenni fa, il computer era un oggetto diverso, uno scatolone enorme simile ad un armadio, detto anche “cervellone elettronico”,  accessibile solo in camice bianco da personale addetto e specializzato, da esperti e scienziati. A stravolgere la storia è stata la Rivoluzione industriale che, tra la metà degli anni ‘70 e gli inizi degli anni ‘90, ha portato i computer fuori dai centri di calcolo ed elaborazione dati, dalle Università, dai laboratori scientifici, trascinandoli negli uffici, nelle aziende e nelle case della gente comune. La Rivoluzione informatica ha generato un commercio impressionante in termini di concorrenza, materiali, funzionalità, design. Lo scorrere del tempo e l’evoluzione tecnologica hanno portato inevitabilmente alla estinzione di quelle macchine, per lasciare spazio ad apparecchiature moderne,  ma sempre più standard in caratteristiche, funzionalità e sistemi operativi. Tuttavia niente di tutto ciò sarebbe stato realizzabile senza la presenza antecedente di quei famosi “bisnonni” degli attuali Pc. Verso quelle macchine noi abbiamo un debito. Il loro destino è più onorevole del silenzio e dell’abbandono».

«La mia – spiega ancora – è stata una idea partita dal nulla, mentre in ufficio osservavo un mio vecchio Commodore. Osservandolo con nostalgia, mi chiedevo come sia possibile che i giovani di oggi abbassino lo sguardo sul loro iPhone per il quale sono disposti a fare file chilometriche magari solo per il gusto di vederlo, senza però conoscerne la storia e le origini. Come sia possibile, invece, che il nostro bel Commodore sia destinato alla discarica, nonostante abbia una grande ed onorevole storia da raccontare. Ed ecco che allora è partita da questa curiosità la mia ricerca, catalogazione ed archiviazione di materiale didattico ed informatico. È stato un processo lungo, sacrificante e logorante da un punto di vista fisico e mentale, ma molto stimolante perché mi ha portato alla conoscenza di grandi appassionati, collezionisti ed esperti del settore con i quali abbiamo creato una rete di comunicazione ed un contatto continuo, per scambiarci idee e news. Talvolta, impegni permettendo, partecipiamo ad incontri, raduni, convegni e manifestazioni europee».

«Ad aprile saremo a Roma per un importante appuntamento ed abbiamo diversi incontri ed eventi in programma per il nuovo anno. Oggi – conclude Montanino – siamo soliti a tralasciare le cose, ad abbandonare i ricordi, a dimenticare, ma fermarsi solo per un attimo ad osservare ed a pensare chi eravamo, come eravamo e da dove veniamo è come rinascere». Per maggiori informazioni consultare i siti web di riferimento e la pagina facebook dell’Associazione. www.bauba.ithttps://www.facebook.com/associazioneadventure e http://luigimontanino.wix.com/museodelcomputer

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