«Come promesso pagheremo la tredicesima entro Natale. Ed insieme alla tredicesima lo stipendio del mese di dicembre». L’annuncio che renderà più sereno il Natale degli oltre tremila dipendenti dell’Eav, arriva in una lettera inviata ai lavoratori dal presidente del Cda Umberto De Gregorio.

«Lo capisco – scrive De Gregorio – io rappresento l’azienda. Quindi se gli stipendi tardano ad arrivare la colpa è mia. Capisco le ragioni dei lavoratori, il sacrosanto diritto al salario. Sono con loro. Ma sono sereno. Più di quello che ho fatto e continuerò a fare non posso. E posso dare certezze solo a ragion veduta. Non prometto se non sono certo di poter mantenere la promessa».

«Le tredicesime – assicura De Gregorio – verranno accreditate con valuta entro il 22 dicembre e lo stipendio verrà accreditato con valuta entro il 24 dicembre. Le tredicesime (circa 4,1 milioni di euro) verranno pagate con le risorse interne messe assieme: ricavi da biglietteria (in crescita) e riscossione crediti verso terzi incagliati da molto tempo».

«Gli stipendi (circa 6,2 milioni di euro) – spiega De Gregorio – li paghiamo con le risorse del contratto di servizio della Regione. Oggi il mandato è andato in banca, restano i tempi tecnici di lavorazione per averli prima sul conto corrente dell’Eav e poi sul conto corrente dei dipendenti. Stiamo facendo dell’Eav una casa di vetro: comunichiamo agli utenti ed ai dipendenti in tempo reale la vita dell’azienda».

«Ringraziamo il presidente De Luca – conclude De Gregorio – per l’attenzione dimostrata all’azienda: non era scontato il risultato di pagare tutto regolarmente, considerato lo stato disastroso nel quale l’azienda ci è stata lasciata dal punto di vista finanziario. Altro che conti in ordine. Ringraziamo i lavoratori ed i sindacati per il grande senso di responsabilità che dimostrano in questa fase difficile e delicata. Siamo impegnati in un rilancio complessivo dell’azienda e nell’elaborazione di un piano ampio e definitivo di riassetto societario che superi i nodi strutturali. Siamo convinti che occorra separare il passato dal futuro, per dare una prospettiva di certezza agli utenti ed ai dipendenti».

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