I carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata e i finanzieri del Gico di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Napoli su richiesta della Procura di Torre Annunziata, di beni immobili, conti correnti bancari, depositi e polizze assicurative, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro, riconducibili a Francesco Casillo, considerato elemento di spicco del clan camorristico Aquino-Annunziata, operante in particolare a Boscoreale e nelle zone limitrofe.

Casillo, attualmente detenuto, è già stato condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso, e ha riportato altre condanne per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e omicidio aggravato dalle finalità mafiose. L’indagine patrimoniale ha consentito di accertare la natura illecita del denaro utilizzato dall’indagato per l’acquisizione dei beni immobili sequestrati, derivante dal riciclaggio di ingenti somme di denaro provenienti dal traffico di sostanze stupefacenti nell’acquisto di immobili, nel Casertano, precisamente a Vitulazio e nella zona vesuviana tra la stessa Boscoreale e la limitrofa città di Poggiomarino.

Le indagini hanno inoltre consentito di ricostruire la sproporzione tra i redditi e le attività economiche svolte, rispetto ai beni mobili e immobili di cui Casillo e il suo nucleo familiare sono titolari. Sono stati sequestrati circa 60 immobili tra appartamenti, garage e terreni, e diversi rapporti finanziari riconducibili a Casillo e al suo nucleo familiare, per un valore complessivo di 10 milioni di euro.

Casillo venne arrestato nel luglio 2011 assieme ad altre 33 persone nell’ambito dell’operazione “Re Bomba”, che colpì i clan camorristici “Gionta” e “Aquino-Annunziata” operanti nell’area vesuviana, per i reati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, con il sequestro di beni per un valore  di 7 milioni di euro riconducibili alle cosche. Nel provvedimento restrittivo, Casillo viene indicato come il capo di un’articolata compagine criminale che gestiva la fiorente piazza di spaccio del Piano Napoli di via Passanti Scafati di Boscoreale.

Lo stesso è stato inoltre raggiunto, nel marzo 2014, da una misura cautelare in carcere quale compartecipe nella deliberazione ed organizzazione del duplice omicidio dei fratelli Manzo, avvenuto in Terzigno il 10 febbraio 2007, per il quale, a luglio scorso, è stato condannato alla pena dell’ergastolo dalla Corte d’Assise di Napoli.

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