Su 11 dipendenti in servizio presso il centralino, funzionante sulle 24 ore e con la previsione di una presenza media di 3 unità per turno, ben 8 erano ideatori e artefici di un collaudato sistema attraverso il quale, pur figurando presenti in tre, era in effetti uno solo di essi a garantire la presenza. Sono otto i dipendenti dell’ospedale Cardarelli di Napoli, impegnati al centralino dell’ospedale, denunciati dalla Polizia di Stato per truffa aggravata e continuata.

Dalle indagini eseguite dal Commissariato Arenella e dagli agenti del drappello di istanza nel nosocomio, anche grazie all’acquisizione delle riprese di telecamere di vigilanza, appostamenti e pedinamenti, è emerso che il dipendente presente provvedeva alla timbratura dei cartellini anche per gli assenti. «A questo sistema – si legge nella nota della Questura di Napoli – si affiancava un altro sperimentato meccanismo che, al fine di sostituire gli assenti, consentiva allo stesso personale di percepire anche un elevatissimo numero di ore di lavoro straordinario effettuate per lo più virtualmente, permettendo in alcuni casi anche di raggiungere le 100 ore mensili eccedenti, portando un singolo centralinista a percepire una retribuzione anche di oltre 3mila euro».

Gli investigatori hanno anche scoperto gli stessi dipendenti svolgevano altre attività di lavoro durante le ore di assenza dal Cardarelli. L’indagine ha portato al deferimento all’Autorita’ giudiziaria di R.A. di 56 anni di Mugnano di Napoli, di I.S. 59enne di Somma Vesuviana, di F.P: 53 anni di Striano, di S.C. 60 anni di Napoli, M.A. 56 anni di Giugliano in Campania, di V.L. 41 anni di Giugliano in Campania, di Q.R. 52 anni di Sant’Antimo, di E.A. 63 anni di Sant’Anastasia e di G.V. 59 anni di Sant’Antimo.

Il complesso lavoro di indagine partito a giugno, è stato portato a termine con successo anche grazie alla collaborazione del direttore dell’ufficio tecnico e Provveditorato dell’ospedale Cardarelli. Totalmente estranei alla vicenda due dipendenti diversamente abili che – come si evince dalla nota degli investigatori – in alcune circostanze si sarebbero trovati a espletare il servizio da soli. Sono in corso ulteriori indagini per verificare se sussista anche il reato di abbandono di incapace.

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