Ha ottenuto gli arresti domiciliari Tommaso Barbato (nella foto), arrestato a luglio con l’accusa di aver favorito le ditte vicine al clan Zagaria. L’ex senatore e consigliere regionale, difeso dall’avvocato Francesco Picca, ha lasciato il carcere: ora è ristretto ai domiciliari in una località fuori regione.

L’istanza è stata accolta dall’VIII sezione del Riesame, per una sostanziale attenuazione delle esigenze cautelari. Barbato verrà processato col giudizio immediato. Rito speciale anche per altri otto indagati nell’ambito dell’inchiesta “Medea” che, nel luglio scorso, portò all’arresto, tra gli altri, dell’ex sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio (poi scarcerato dal Riesame) e di un gruppo di imprenditori.

Secondo il gip Egle Pilla, il sistema dell’affidamento dei lavori veniva manipolato con il ricorso alla somma urgenza anche lì dove non ve ne era bisogno. Così facendo, l’ex consigliere regionale, attraverso il defunto ras Franco Zagaria (cognato del boss) sarebbe riuscito – questa l’accusa – a favorire le ditte della cosca dei Casalesi.

Tommaso Barbato