Wi-Fi nei locali pubblici, attenzione alle responsabilità


584

Avete un bel locale? Un bar, un ristorante o un hotel? Siete coscienti che nel 2015 avere il wi-fi, soprattutto gratuito, è un servizio che non può mancare per i vostri clienti. Forse siete già al corrente che non siete obbligati a tenere traccia delle connessioni della vostra clientela.  Sappiate però che potrebbe essere pericoloso. Cosa accade infatti se qualcuno dei vostri clienti commettesse un reato, o più in generale fosse responsabile per atti illeciti o dannosi, commessi accedendo alla rete internet attraverso il vostro esercizio commerciale? Immaginate che un vostro cliente scarichi materiale pedopornografico, musica coperta da copyright o trasmetta informazioni per una cellula segreta di terroristi in un’altra parte del mondo. Anche senza conoscere il nome del vostro intraprendente cliente potreste risponderne in sede giudiziaria.



Il D.lgs.  N. 69/2013 cosiddetto del “Fare” e la successiva la legge n. 98/2013, hanno definito la nuova normativa per la fornitura di accesso ad Internet pubblico tramite Wi-Fi da parte di esercizi commerciali e circoli privati in aree di proprietà. Adesso chi come attività principale non abbia quella dell’Internet provider o dell’Internet point e voglia offrire (o vendere) la connessione a Internet agli utenti e ai clienti di un’attività aperta al pubblico non deve chiedere alcuna autorizzazione, come avveniva precedentemente in virtù del cosiddetto “Decreto Pisanu”.  Inoltre oltre a non essere necessaria la richiesta di concessioni dalle pubbliche autorità, è possibile offrire un servizio Internet hot spot, anche gratuitamente, senza la necessità di identificare i clienti, né di tenere traccia delle loro connessioni, né tantomeno di permettere l’accesso solo tramite account e password.

La scelta di non identificare i soggetti che accedono alla rete, e di non registrare le loro connessioni, ha un rilevante risvolto. Vale a dire che il gestore dell’esercizio commerciale che fornisce suddetto accesso, in qualità di titolare del contratto relativo alla connessione a Internet, risulta responsabile in sede civile di tutte le attività messe in pratica tramite la connessione e si espone altresì ad eventuali indagini da parte della Polizia Postale nel caso in cui venga commesso un reato utilizzando la linea Internet intestata al fornitore. Infatti, in mancanza di una legge che impone l’identificazione, non c’è più la responsabilità diretta per i reati commessi, ma rimane il diritto della magistratura di indagare per trovare una prova, mediante per esempio perquisizioni o sequestro del computer dell’esercente connesso alla linea Internet oggetto di indagine.

È Il titolare della location a dover rispondere dell’attività degli utenti, se non riesce a provare la sua estraneità agli atti contestatigli. Per fornire tali prove è consigliabile attrezzarsi preventivamente con sistemi e tecnologie fatte apposta per identificare e monitorare l’accesso ad internet dei clienti e conseguentemente garantire la totale estraneità dell’esercente da eventuali reati commessi.

Inoltre è fatto obbligo ai gestori di garantire la privacy degli internauti, e di preservare l’integrità dei dati personali raccolti, anche da terzi, attraverso la connessione. Per cui se i dati dei vostri clienti venissero “intercettati” on line in modo non autorizzato da soggetti terzi, il titolare del locale sarebbe responsabile per la mancata predisposizione degli strumenti idonei a garantire i dati del cliente. Dunque, per sentirsi sicuri, meglio affidarsi agli ingegneri. *Avvocato (mail: ae-emiliano@hotmail.it)

Wi-Fi

 

Vuoi restare sempre aggiornato sulle notizie della tua città? Iscriviti al nostro servizio Whatsapp CLICCA QUI PER SCOPRIRE COME FARE


SHARE