Giosuè Ruotolo, l’unico indagato per il duplice omicidio di via Interna, rimarrà in licenza a Somma Vesuviana fino alla fine del mese. Poi dovrà prendere nuovamente servizio alla caserma De Carli di Cordenons, a Pordenone. Il suo contratto scadrà, infatti, a maggio del prossimo anno. Attende l’esito delle analisi dei Ris di Parma, che stanno esaminando i 196 reperti nei loro laboratori. Non sono state trovate tracce di sangue. Ora si lavora sulle impronte digitali. Ne sono state trovate due.

La prima è ipotenare, ovvero il taglio di una mano impresso sul parabrezza della Suzuki alto bianca sulla quale sono stati uccisi Teresa Costanza e Trifone Ragone. La seconda è l’impronta parziale di un polpastrello sul settimo colpo rimasto inesploso nella canna della Beretta del 1922 ripescata nel lago al parco di San Valentino. In queste ore i Ris stanno sicuramente compiendo le verifiche sui frammenti di impronte. Non è detto, tuttavia, che le linee contenute nelle impronte rinvenute bastino per consentire l’identificazione.

«Attendiamo l’evolversi delle indagini – sottolinea l’avvocato Roberto Rigoni Stern, legale di fiducia di Ruotolo – Non è minimamente intenzione della difesa intralciare l’azione investigativa, anzi: restiamo a disposizione degli inquirenti, come abbiamo fatto sin dal principio». Quanto all’ipotesi, lanciata da una trasmissione televisiva, che una casa disabitata in via Chioggia sia stata utilizzata come punto di osservazione per spiare i due fidanzati, il giovane di Somma Vesuviana ha dichiarato di non conoscere assolutamente l’indirizzo.

Intanto ieri sera a Telepordenone si è fatto riferimento a un supertestimone al parco di San Valentino. Sarebbe stata una soffiata di una persona, presente al parco la sera del 17 marzo, a indirizzare gli investigatori al lago. Qualcuno avrebbe notato un’automobile parcheggiare sgommando nell’area di sosta dell’auditorium Concordia e, insospettito, avrebbe seguito il conducente all’interno del parco, notandolo mentre lanciava qualcosa nello specchio d’acqua. Solo nei mesi successivi il testimone avrebbe capito di essere in possesso di un’informazione utile e si sarebbe presentato agli inquirenti. Sull’esistenza del supertestimone non si ha alcuna conferma ufficiale.

giosuè ruotolo