È stato un ritorno fugace, quello di Giosuè Ruotolo a Pordenone. Lontano dalle telecamere, ha recuperato i suoi ultimi effetti personali. Accompagnato da un amico, a bordo di un’utilitaria bianca, ha fatto la spola dall’appartamento al secondo piano di via Colombo e l’automobile, caricando le sue cose.

Poi, al primo accenno di telecamera – quella di Telepordenone, che è riuscita a inquadrare il giovane di Somma Vesuviana – il 26enne campano è scappato via, dopo una sosta tattica dentro un negozio di alimentari, in attesa dell’automobile. Il ragazzo, unico indagato per il duplice omicidio di via Interna, avrebbe preferito, infatti, delegare il compito di recuperare i suoi effetti ad altre persone, ma i carabinieri hanno opposto un cortese diniego: spettava solo al legittimo proprietario accedere all’appartamento dissequestrato.

Ruotolo ha provveduto, inoltre, a saldare l’affitto alla proprietaria dell’appartamento e al disbrigo delle pratiche per chiudere il contratto di locazione che scadeva alla fine del mese.

Si è recato anche alla caserma De Carli di Cordenons a prendere altri suoi effetti personali. In attesa degli esiti dei Ris di Parma sulle tracce biologiche e sulla compatibilità delle vernici come quella ritrovata sulla Beretta calibro 7.65 e i barattoli rinvenuti a casa di Ruotolo, le indagini della Procura proseguono.

Le verifiche dell’alibi del videogioco on line sono ormai superate, secondo la Procura, dal fatto che lo stesso Ruotolo abbia confermato la sua presenza nel parcheggio di via Interna e successivamente al parco di San Valentino.

«È chiaro – ha sottolineato il procuratore Marco Martani – che per circa 45 minuti, dopo le 19.15, Ruotolo si sia allontanato dalla sua abitazione con la sua automobile per giungere sulla scena del crimine e poi su quella del rinvenimento dell’arma del delitto. La controversia risiede sulle ragioni per le quali Ruotolo si trovasse in questi luoghi. Presenza che lui spiega in modo innocente».

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