Gianpietro Ghidini vuole reagire e vuole che nessun altro giovane si senta solo e che pensi al suicidio. Così ha intrapreso un tour insieme a don Roberto, prete di strada, con cui incontra gli adolescenti della scuole. Emanuele, figlio di Gianpietro, si tolse la vita due anni fa circa, gettandosi in un corso d’acqua vicino a Brescia. La testimonianza del papà è arrivata ad Ottaviano in una “due giorni” di incontri promossa dall’associazione Arcobaleno Vesuviano, insieme alla Fondazione Ema.Pesciolino Rosso, nata in nome del 16enne.

Gli incontri si sono tenuti presso l’Isis Luigi De Medici di Ottaviano, dove la storia di Gianpietro ed “Ema” ha commosso i ragazzi: «Ho 16 anni, vi scrivo perché oggi per la prima volta mi son sentita dire ciò che avrei sempre voluto sentirmi dire da un adulto. Siete stati nella mia scuola, l’isis luigi de medici ad Ottaviano, io ero in fondo alla sala, e vi ascoltavo con gli occhi lucidi per la storia di Ema, lucidi per le parole di Gianpietro – ha scritto un alunno ottavianese – Avrei tanto voluto che ad ascoltarvi ci fossero anche i miei genitori, loro che per i mille impegni hanno dimenticato qual è il vero significato della famiglia».

«Gianpietro è un papà che ha perso un figlio, ma che ha saputo trasformare il dolore in amore ed opportunità – spiegano invece i promotori di Arcobaleno Vesuviano – Quando abbiamo deciso di invitarlo, ci siamo interrogati per mesi sugli effetti che la sua testimonianza avrebbe sortito, soprattutto sui più giovani. I dubbi ci hanno attanagliato, tuttavia, la consapevolezza della necessità di esempi concreti di vita vissuta, rispetto alla inutilità di sterili teorie e sermoni, ci ha spinti a proseguire».

gianpietro e ragazze